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Putignano guida la mobilitazione territoriale a difesa dell'ospedale

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Attualità

L'azione di protesta è partita mercoledì, con la cittadinanza i sindaci viciniori, organizzazioni politiche, sindacati, operatori sanitari e associazioni 

Putignano_Mobilitazione_Ospedale_2016_lowPutignano Ba - Un incontro con lcittadini, associazioni, sindacati e operatori sanitari, nonché i sindaci e gli amministratori dei Comuni del territorio di competenza dell’Ospedale di Putignano, per mettere sotto analisi la situazione del nostro ospedale, alla luce dell’ultima delibera regionale sul piano di riordino ospedaliero, e concordare con tutte le parti una linea comune ed efficace d’intervento per contrastarne gli effetti.

E tutti hanno risposto prontamente all’invito formulato dal sindaco Giannandrea e dall’intera amministrazione comunale, per far giungere con forza alle autorità regionali <<le ragioni>> della città e del territorio. Com’è noto infatti il piano di riordino della rete ospedaliera deliberato il 29 febbraio, provocherà un nuovo depauperamento dell’offerta sanitaria del Santa Maria degli Angeli con la soppressione del reparto di ostetricia e ginecologia e la riduzione di posti letto in reparti già ridotti all’osso come la cardiologia. 

Nella fase di messa a punto del piano, il sindaco di Putignano Domenico Giannandrea aveva già sollecitato invano presso il sindaco della città metropolitana De Caro una conferenza dei sindaci nella quale affrontare la questione. Nell’incontro di sabato scorso con le autorità regionali invece, è stato prodotto un documento sottoscritto dagli otto sindaci dei comuni che afferiscono al presidio ospedaliero putignanese: Locorotondo, Noci, Alberobello, Gioia del Colle, Conversano, Turi, Sammichele, Castellana e Putignano.

Putignano_Mobilitazione_Ospedale_2016_low_bNel documento la richiesta congiunta non solo di mantenere il reparto di ostetricia e ginecologia a Putignano, ma altresì di potenziarlo alla luce della sua considerevole produttività. Di fatto il piano ha declassato il Santa Maria degli Angeli a ospedale di base e ne ha disposto la chiusura del reparto di ostetricia. Con la mobilitazione celebrata mercoledì nella sala consiliare del comune di Putignano, sono state create le basi per la proposizione di una concreta ed energica azione congiunta a difesa dell’ospedale di Putignano, ormai considerato un ospedale del territorio.

<<Con i sindaci dei comuni vicini e le intera comunità al lavoro, cominceremo oggi stesso ad intraprendere un fervido confronto con le autorità regionali per contrastare gli effetti del nuovo piano di riordino e chiedere, invece, che il Santa Maria degli Angeli venga potenziato, a salvaguardia e tutela del diritto alla salute dei cittadini del nostro territorio.'Il diritto alla salute non si tocca>> Così il sindaco Giannandrea in un suo comunicato a margine della riunione, nella quale è stata anche avviata una raccolta di firme a sostegno di una relazione tecnica che contraddica in fatto ed in diritto i criteri adottati dai <<burocrati>> regionali nella stesura del piano, anche alla luce di numerose inesattezze nei dati e incongruenze di carattere economico e geografico rilevate nella delibera regionale.

<<Non è una battaglia di campanile, ma di un territorio che consta di 170mila abitanti – insiste Giannandrea - Oggi richiederemo la convocazione urgente della conferenza dei sindaci della Asl Bari, per spingere sul fronte istituzionale, tenuto conto che l’azione messa in campo è condivisa da tutte le forze politiche qualsiasi sia il colore politico. Nel contempo è in preparazione un documento tecnico con tutte eccezioni al piano di riordino che sarà altresì corredato da una massiccia raccolta di firme presso tutti comuni aderenti alla mobilitazione. Raccolta di firme che sarà poi sottoposta alle autorità regionali, anche a più riprese, da delegazioni e rappresentanze di sindaci e cittadini firmatari>>.  

Sulla questione del Piano di riordino ospedaliero e sulle diverse implicazioni che questo avrà sui territori, interviene Marco Lacarra (Pd), componente della III commissione Sanità.

<<Pur apprezzando il notevole lavoro svolto dal Governo in tema di riordino e pur condividendo la ratio complessiva, credo – spiega Lacarra - sia indispensabile che si riveda la decisione di sopprimere il reparto di Ginecologia di Putignano. E, infatti, è esigenza ineludibile quella di dotare sia Putignano che Monopoli di punti nascita che, qualora opportunamente organizzati e non de-strutturati, com’è stato fatto in passato, possono tranquillamente superare entrambi l’obiettivo minimo dei mille parti l’anno. Guadare prima al bacino di utenza di ciascun presidio ospedaliero – sostiene - è quanto mai indispensabile per garantire un servizio sanitario efficace>>.