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Nino Di Matteo a Putignano. Un magistrato tra mafia, politica e Stato (fotogallery)
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Nino Di Matteo a Putignano. Un magistrato tra mafia, politica e Stato (fotogallery)

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Attualità
Il magistrato Nino di Matteo ha presentato il suo libro "Assedio alla toga" presso il centro riabilitativo Giovanni Paolo II di Putignano

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Putignano (Ba) – Sabato 18 febbraio 2012, presso il centro riabilitativo Giovanni Paolo II alle ore 10,00 il magistrato Nino di Matteo, sostituto procuratore della DDA di Palermo, ha presentato il suo libro "Assedio alla Toga" scritto insieme a Luis Mazzetti.



Una conferenza interessante durante la quale sono intervenuti oltre al magistrato Nino di Matteo anche l'avvocato Antonio La Scala, presidente Gens Nova e il giornalista Mario Valentino che ha moderato l'incontro.

Le sue parole spiegano a che punto si trovano le indagini sulla "trattativa" tra Stato e mafia, sulla strage di via D'Amelio, e su personaggi discussi e discutibili che ancora oggi tengono in mano le redini del potere, dopo le rivelazioni del pentito di mafia Gaspare Spatuzza.

Nino Di Matteo è magistrato dal 1991. Sostituto procuratore della Repubblica presso la Dda di Caltanissetta dal'92 al '99; pubblico ministero della Dda di Palermo dal '99. Ha indagato: sulle stragi dei magistrati Rocco Chinnici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e delle loro scorte; sull'omicidio del giudice Antonino Saetta. Pm in numerosi processi a carico di centinai di mafiosi dell'ala militare di Cosa nostra e dei fiancheggiatori (alcuni insospettabili) di Bernardo Provenzano.

Molti i casi riguardanti i rapporti tra mafia, politica e istituzioni di cui si è occupato, tra questi: i processi al senatore Salvatore Cuffaro, al funzionario dei servizi segreti Ignazio D'Antone e alle "talpe" presso la Procura di Palermo. Attualmente è impegnato nei processi per la così detta "trattativa" tra mafia e Stato a carico dell'ex direttore del Servizio segreto civile prefetto Mario Mori. Da due anni è presidente dell'Associazione nazionale magistrati di Palermo.

Nino Di Matteo ha così parlato ai presenti: "Dobbiamo fare di tutto per cercare di scoprire la verità... dobbiamo avere il coraggio di andare avanti anche quando ci avviciniamo a delle verità che possono essere scomode... sono presenti le forze dell'ordine: il loro lavoro è egualmente sacrificato quanto lo è il lavoro del magistrato...sanno che uno Stato che vuole essere creduto non deve avere paura quando è il caso di processare se stesso... Se ci sono delle responsabilità che riguardano noi esponenti istituzionali (magistrati, poliziotti, carabinieri, appartenenti ai servizi di sicurezza, esponenti politici), lo Stato, deve imparare a indagare e processare anche quelle persone, altrimenti non saremmo credibili nei confronti dei cittadini se pensassimo di poter soltanto processare delinquenti comuni e invece arretrassimo sulle responsabilità istituzionali...la battaglia per la verità è una battaglia per la democrazia, una battaglia che non possono condurre soltanto magistrati e forze dell'ordine ma anche i cittadini e soprattutto i giovani... Dovete pretendere, dovete starci col fiato sul collo, controllare come lavoriamo e pretendere che la politica, invece di ostacolare l'accertamento della verità, l'aiuti.. dovete pretendere che cessino le omertà, che non sono solo le omertà dei mafiosi e delinquenti a cui siamo abituati, ma anche quelle degli esponenti politici... Dobbiamo avere fiducia nella ricerca della verità... Il raggiungimento della verità è una conquista collettiva in cui i magistrati devono fare la loro parte principale, le forze dell'ordine devono fare altrettanto, ma i cittadini devono pretendere.... La mafia non è soltanto fatta da chi spara o innesca bombe e chi fa estorsioni.. la mafia è anche un sistema di potere che si basa sulla clientela, sul favore, sulla raccomandazione, sul favoritismo, sullo scavalcare gli altri attraverso delle scorciatoie illecite... Una rivoluzione culturale può creare le basi per sconfiggere la mentalità mafiosa, della corruzione...Faccio il magistrato da vent'anni ed ho sempre lavorato esclusivamente in processi di criminalità organizzata.. Non avrei mai pensato di scrivere un libro anche perché anche questo l'ho scritto in pochi giorni nel periodo di Ferragosto... Ho sentito un'esigenza particolare che è un bisogno di apportare un contenuto di verità e di chiarezza.. Negli ultimi vent'anni abbiamo assistito ad una offensiva molto bene organizzata molto sistemata e per alcuni tratti violenta di una certa parte della politica che non sopporta che il controllo dell'indagalità della magistratura riguardi anche il modo di amministrare il paese e le amministrazioni comunali, la grande impresa..è stato fatto credere che alcune riforme come quella delle intercettazioni, sarebbero riforme per rendere efficiente la giustizia... sono delle clamorose mistificazioni.. Le riforme delle quali tanto si è parlato e si continua a parlare, a tutto servirebbero tranne che a rendere efficiente e veloce la giustizia..."

Erano presenti alla conferenza il sindaco Gianvincenzo Angelini De Miccolis e le forze dell'ordine.





 

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