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Attualità

Domenica 10 aprile, a partire dalle ore 10

Referendum_trivellePutignano Ba - I Semplici Cittadini di Putignano a Cinque Stelle comunicano che domenica 10 aprile, a partire dalle ore 10:00 sarà allestito un banchetto informativo allo scopo di informare i Cittadini sul referendum abrogativo per fermare le trivelle.

In tal modo, si vuol tutelare definitivamente le acque territoriali messe in discussione dalla norma che consente alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo.

Infatti, nonostante le società petrolifere non possano più richiedere per il futuro nuove concessioni per estrarre in mare entro le 12 miglia, le ricerche e le attività petrolifere già in corso non avrebbero più scadenza certa. I Semplici Cittadini di Putignano a Cinque Stelle, condividendo le varie iniziative di mobilitazione, informano che in caso di esito positivo del referendum, il Parlamento o il Governo non potrebbero modificare il risultato ottenuto.

La cancellazione della norma che al momento consente di estrarre gas e petrolio senza limiti di tempo sarebbe immediatamente operativa. L’obiettivo del referendum è chiaro: mira a far sì che il divieto di estrazione entro le 12 miglia marine sia assoluto. Si ricorda che gli idrocarburi presenti in Italia sono patrimonio dello Stato il quale concede a società private – per lo più straniere – la possibilità di sfruttare i giacimenti esistenti.

Ciò significa che le società private divengono proprietarie di ciò che si estrae e possono disporne come meglio credano: portarlo via o magari rivendercelo. Allo Stato, esse sono tenute a versare solo un importo corrispondente al 7% del valore della quantità di petrolio estratto o al 10% del valore della quantità di gas estratto.

Non tutta la quantità di petrolio e gas estratto è soggetta a royalty: le società petrolifere versano nulla alle casse dello Stato per le prime 50000 tonnellate di petrolio e per i primi 80 milioni di m3 di gas estratti ogni anno e godono di un sistema di agevolazioni ed incentivi fiscali tra i più favorevoli al mondo. Nell’ultimo anno, dalle royalty provenienti da tutti gli idrocarburi estratti, sono entrate alle casse dello Stato solo 340 mln €.

Prima che il Parlamento introducesse la norma sulla quale gli italiani sono chiamati alle urne il prossimo 17 aprile, le concessioni per estrarre avevano una durata di 30 anni (più altri 20, al massimo, di proroga). Ogni società petrolifera sapeva ciò al momento del rilascio della concessione. Oggi non è più così: se una società petrolifera ha ottenuto una concessione nel 1996 può – in virtù di quella norma – estrarre fino a quando lo desideri. Se, invece, al referendum vincerà il “”, la società petrolifera che ha ottenuto una concessione nel 1996 potrà estrarre per 10 anni ancora e basta, e cioè fino al 2026.

Dopodiché, quello specifico tratto di mare interessato dall’estrazione sarà libero per sempre. I Semplici Cittadini di Putignano a 5 Stelle rammentano: “Il voto referendario è uno dei pochi strumenti di democrazia a disposizione dei cittadini italiani ed è giusto che i Cittadini abbiano la possibilità di esprimersi anche sul futuro energetico del nostro Paese. Nel dicembre del 2015, l’Italia ha partecipato alla Conferenza ONU sui cambiamenti climatici tenutasi a Parigi impegnandosi, assieme ad altri 185 Paesi, a contenere il riscaldamento globale entro 1,5°C e a seguire la strada della decarbonizzazione.

Fermare le trivellazioni in mare è in linea con gli impegni presi a Parigi e contribuirà al raggiungimento di quell’obiettivo. È necessario, nel frattempo, affrontare il problema della transizione energetica, puntando anche sul risparmio e sull’efficienza energetica ed investendo da subito nel settore delle energie rinnovabili, che potrà generare progressivamente migliaia di nuovi posti di lavoro. Il tempo delle fonti fossili è scaduto: è ora di aprire ad un modello economico alternativo.