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Noicattaro: estorsione ai danni di una pensionato
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Noicattaro: estorsione ai danni di una pensionato

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Cronaca provincia di Bari

Faceva leva sull'affetto per i figli ed estorceva denaro a un pensionato. Arrestato pregiudicato del luogo carabinieri_8

Noicattaro (Ba) - Su ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo, i carabinieri della Compagnia di Triggiano, hanno arrestato, questa mattina, DOMENICO CAFAGNA, 25 anni, pregiudicato di Noicattaro, con l’accusa di estorsione e tentata estorsione.
Facendo leva sull’affetto che un sessantenne  insegnante in pensione,  comunque, continuava a nutrire nei confronti dei suoi due figli adottivi, fonte di numerosi problemi giudiziari, Carfagna era riuscito, in poco meno di un mese ad estorcere all’uomo oltre 15mila euro. A porre fine alle continue e sempre più pressanti richieste, però, è stato lo stesso padre che ha deciso di denunciare il suo estorsore ai carabinieri.

Alcuni anni fa una coppia barese, entrambi insegnanti, decide di coronare il sogno della loro vita: adottando un bambino. Ma quando viene proposto loro di poter diventare “genitori” non di uno, ma di due fratellini di 9 e 11 anni, di origine russa, la loro risposta non è solo affermativa, ma piena di entusiasmo e gioia. I due bambini, 13 anni  fa, vengono accolti nella loro nuova casa e qui ricevono anche un nuovo cognome. Per loro inizia una nuova vita. Ma l’amore dei genitori adottivi non servirà a “proteggerli” dalle cattive amicizie, anzi quest’ultime hanno il sopravvento: giovanissimi entrano a far parte di un giro di spacciatori di sostanze stupefacenti e nel dicembre del 2008 vengono entrambi arrestati. Ma gli insegnamenti della coppia barese non sono del tutto caduti nel vuoto: uno dei due ragazzi, pochi mesi dopo, decide di collaborare con la Giustizia e le sue dichiarazioni servivano a far arrestare pericolosi spacciatori legati al clan Misceo del quartiere San Paolo di Bari.

Usciti dal carcere i due giovani russi, italiani di adozione, non torneranno più a casa. Ma le loro vicende giudiziarie non hanno smesso di “perseguitare” la coppia di insegnanti. E’ proprio a seguito delle dichiarazioni di uno dei due – quelle che hanno consentito l’arresto dei spacciatori legati al clan Misceo – che il padre, nel frattempo in pensione, sarà contattato, alla fine di marzo scorso, dal Carfagna che sotto falsa identità, e sostenendo che uno dei figli era a conoscenza della richiesta tanto da fare da tramite, comincia a estorcergli soldi. Sostiene, minaccioso, con l’uomo che il denaro serve per pagare le spese legali per coloro che erano finiti in carcere per “colpa” del figlio. In seguito, la richiesta di altro denaro avrà come motivazione una partita di droga non pagata sempre da uno dei due figli e, quindi, spettava al padre saldare il debito con l’organizzazione criminale.

Il pensionato, impaurito dalle minacce, ma soprattutto convinto da uno dei due figli a pagare “per sistemare le vicende”, in modo da stare tutti tranquilli, comincia a pagare. Quello di aprile scorso sarà un mese infernale per l’uomo che cerca di tenere a tutti i costi al riparo la propria moglie, ma quando l’estorsore si presenta direttamente a casa e la donna si spaventa capisce che per porre fine a quelle continue richieste estorsive, ma soprattutto alle minacce sempre più pressanti, decide di rivolgersi ai carabinieri per denunciare il 25enne.

L’indagine condotta dai militari della Compagnia di Triggiano, coordinati dalla Procura di Bari, troverà nella realtà continui riscontri alle dichiarazioni dell’uomo. I suoi racconti trovano conferma nei movimenti bancari, negli interrogatori, nei tabulati e nelle intercettazioni. Prove raccolte che in tempi record hanno permesso agli inquirenti di chiedere e ottenere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Carfagna che da questa mattina è rinchiuso nel carcere di Bari.





 
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