In esecuzione di decreto della IV Sezione Penale – Corte di Appello di Bari, le Fiamme Gialle hanno sottoposto a confisca definitiva beni immobili, partecipazioni societarie e rapporti finanziari e bancari, per circa 15 milioni di euro, riconducibili al pluripregiudicato Marco Pesce, già imprenditore nel settore del commercio di articoli in ferro e altri metalli

GdF BariBari - Putignano - L’esecuzione del provvedimento di confisca dei beni rappresenta l’epilogo della complessa e articolata attività investigativa svolta dal G.I.C.O. di Bari che ha permesso di ricostruire gli asset patrimoniali e finanziari nella disponibilità, diretta e indiretta (tramite i suoi familiari), di Marco Pesce, acquisiti con i proventi delle attività illecite commesse nel tempo (associazione per delinquere finalizzata alla produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, furto e ricettazione) o, comunque, risultati ingiustificatamente sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati.


Infatti - come da ultimo confermato dalla Suprema Corte di Cassazione con sentenza del 27 maggio 2020 - M.P. è da ritenersi soggetto connotato da pericolosità sociale dal 2001 sino al 2011 “in quanto, oltre ad essere stato dichiarato colpevole di numerosi e gravi delitti in materia di narcotraffico, commessi tra il 2005 e il 2007, era stato già condannato per reati contro il patrimonio commessi nel 2001 e, più di recente, era stato rinviato a giudizio per rispondere di un ulteriore reato in materia di stupefacenti commesso nel 2013”.


Pertanto, la Suprema Corte ha riconosciuto “una stretta correlazione temporale tra i momenti dell’acquisto dei beni oggetto di ablazione, concentrati nell’arco temporale dal 2004 al 2011, e il periodo di manifestazione della pericolosità” del pregiudicato barese. Una volta ricostruita la pericolosità sociale del prevenuto, gli investigatori del G.I.C.O. Bari hanno proceduto ad espletare mirate indagini economico-patrimoniali sul conto di M.P. e del suo nucleo familiare. In particolare, al fine di disvelare l’origine del rilevante patrimonio di M.P. e dei suoi stretti familiari è stata acquisita, con riferimento all’ultimo ventennio, copiosa documentazione, tra cui i contratti di compravendita dei beni e delle quote societarie, nonché numerosi atti pubblici che hanno interessato nel tempo l’intero nucleo familiare investigato, verificando poi, per ogni transazione, le connesse movimentazioni finanziarie sottostanti alla creazione della necessaria provvista economica.


Il materiale così reperito è stato oggetto, pertanto, di circostanziati approfondimenti che hanno consentito di accertare che gran parte delle attività economiche e dei beni entrati nella disponibilità del prevenuto e dei propri stretti congiunti è stata acquistata con proventi derivanti da attività illecite, in quanto non ha trovato giustificazione nei redditi del pregiudicato barese e del suo nucleo familiare dichiarati ai fini delle imposte sul reddito.

Complessivamente, in esecuzione del decreto emesso dalla IV Sezione Penale - Misure di Prevenzione della Corte di Appello di Bari - sono stati sottoposti a confisca definitiva 12 fabbricati, 5 terreni, 1 compendio aziendale, 2 quote sociali di una s.r.l. e le disponibilità finanziarie presenti in numerosi conti correnti, per un valore stimato pari a 15 milioni di euro. Proseguono, pertanto, senza sosta le attività investigative del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Bari volte all’individuazione e alla conseguente aggressione dei patrimoni e delle disponibilità finanziarie illecitamente accumulati onde consentirne, attraverso la confisca definitiva, la “riappropriazione” da parte della collettività.