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Così muore il centro storico di Putignano. I residenti insorgono

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Attualità

Angoli caratteristici sfregiati da rifiuti, deiezioni di animali, immobili fatiscenti e abusi. 200 famiglie hanno sottoscritto una petizione inviata alle autorità comunali e al Prefetto

Centro_storico_Putignano_degrado_lowPutignano Ba – Sono anni che si fa un gran parlare di rilancio del centro storico, di salvaguardia delle tradizioni, di recupero e rigenerazione delle aree degradate (Putignano adottò nel 2010 il piano di rigenerazione urbana e un Piano Particolareggiato del centro Storico). Si fanno convegni, si costituiscono associazioni, si finanziano progetti, si promuovono manifestazioni, ecc..

Luogo simbolo della città del Carnevale tuttavia, pur essendo forse tra i più antichi tra quelli del territorio che ora risplendono per affluenza turistica e movida, continua a morire. Una lenta e inesorabile  agonia di fronte  all’inerzia delle istituzioni e degli stessi cittadini.

Già lo stato di incuria e abbandono avevano provocato la chiusura di quasi tutti i già pochi esercizi commerciali esistenti. Il colpo di grazia è arrivato con la raccolta differenziata porta a porta. Solo un’amministrazione tanto miope poteva concepire in un architettura di luoghi e vicoli così antichi preziosi della nostra storia, il sistema dell’esposizione sull’uscio di orribili mastelli e buste di rifiuti.

Foto scattate dai lettori

Ma ci sono anche le auto dove nelle zone interdette al traffico che soffocano la vista e il passaggio; le esalazioni maleodoranti provenienti dalla deiezioni degli animali, randagi e non, soprattutto quelle liquide e in particolar modo con il caldo dell’estate e le finestre aperte. C’è l’abbandono indiscriminato di rifiuti, buste e relitti, che magari non vengono nemmeno rimossi dagli operatori del servizio di igiene urbana per difetto di competenza.

Ci sono tanti immobili, addirittura interi palazzotti disabitati e decadenti, privi di manutenzione da decenni, ove si annidano ratti, parassiti e sporcizia che deturpano il decoro e sottraggono dignità alla città vecchia. Oltre al fatto che sono a rischio sotto il profilo statico. Ci sono poi i locali occupati, peraltro spesso senza regolare contratto di locazione, da giovani perditempo.

La loro presenza in gruppi fino a tarda notte con musica ad alto volume e chiacchiericcio diffuso, sono motivo di disturbo della quiete pubblica. Essi stessi lasciano in giro bottiglie vuote e cartoni della pizza e non di rado le loro beghe degenerano in discussioni e risse.

Ma può assumere tante facce il degrado: la mancanza di cestini gettacarte, di una rastrelliera per le bici o di una toilette; la mancanza di incentivi per il recupero delle incongruenze architettoniche, tinteggiature improbabili (uno di recente è stato tinteggiato color rosa confetto) dei muri e la rimozione di orribili infissi in anticorodal, ferri e legacci sui prospetti principali per stendere i panni (si possono usare le terrazze); caldaie, motori di condizionatori, nonché parabole installate indiscriminatamente su pareti di immobili così antichi.

Petizione_centro_storico_lowMa l’elenco continua scorrendo le pagine del documento di protesta che duecento famiglie residenti nel centro storico di Putignano, sfinite, hanno sottoscritto, anche a seguito delle innumerevoli ma inascoltate segnalazioni. Documento protocollato mercoledì 3 settembre e indirizzato non solo alle autorità comunali, ma anche al Prefetto e alla stampa.

Una petizione con la quale si denuncia non solo il degrado, i pericoli che ne derivano per ragioni di sicurezza pubblica, di carattere estetico e socio-sanitario, ma anche il profondo disagio di chi in quei luoghi ci vive con orgoglio, e che vorrebbe condividerlo con tutti coloro ai quali quei luoghi della nostra storia, appartengono.

Un atto di denuncia che risvegli dal torpore chi dovrebbe essere deputato alla salvaguardia del nostro patrimonio artistico e culturale, incastonato in un territorio così splendido come la Puglia, che può e deve ambire in futuro a vivere sempre di più di cultura e turismo.