Un picco quello registrato in Puglia a fine anno, mai registrato prima. Mai viste tante sindromi influenzali negli ultimi anni

Picco influenzaleProvincia di Bari - Tornano a salire le sindromi influenzali, ma soprattutto i casi di contagio da Covid-19 in Puglia. Stando all'ultimo monitoraggio settimanale del ministero della Salute, nella settimana dal 28 dicembre al 3 gennaio sono stati rilevate 3.713 positività contro le 3.507 di una settimana prima.



Aumentato anche il numero di decessi registrati che sono saliti a 22, contro gli 8 della settimana precedente.

"Un picco mai registrato prima - Dichiara dalla sua pagina social l'ex assessore alla salute pugliese Dott. Pier Luigi Lopalco. - Mai viste tante sindromi influenzali: non nell'anno della pandemia H1N1 (2009), non nel 2017-18, anno record dell'ultimo periodo. Non sorprendiamoci, dunque, - prosegue Lopalco - se i pronto soccorso in tutta Italia sono sotto pressione, i reparti pieni di pazienti e - ahimè - tanto personale sanitario in malattia a causa dell'influenza & C.

Il Ministero cerca di correre ai ripari con open-day vaccinali e decreti di estensione dell'obbligo all'uso di mascherine nei reparti. Interventi deboli e tardivi.

Il picco di incidenza si è registrato nell'ultima settimana dell'anno. Chi oggi dice "il peggio deve ancora venire" sbaglia. Quello che ci aspetta è la fase calante della curva. Il che significa che registreremo più o meno la seconda metà dei casi dell'intera epidemia (che non è poco, ma non è "il peggio").

Per colore giornalistico si sta parlando di influenza "suina" - Sottolinea il Dott. Lopalco -  Non lo è. La maggior parte dei casi sono causati dal ceppo AH1N1: umanissimo. E' il ceppo emerso nel 2009, anno dell'ultima pandemia influenzale che ai tempi fu battezzata "suina" perché con buona probabilità partì dagli allevamenti di maiale fra Messico e stati del sud degli USA. Il virus contiene nel suo genoma porzioni di virus di origine suina, porzioni di origine aviaria e porzioni di origine umana. Come sempre avviene per i virus influenzali è il frutto di un rimescolamento di diversi ceppi. Ma il ceppo risultante dal rimescolamento è umano.

Un'ultima considerazione: stagioni influenzali intense come questa non sono una novità e questa in particolare era attesa, vista la bassa intensità di circolazione dei virus influenzali durante gli anni della pandemia COVID19. Perché non è stata messa in atto una campagna di vaccinazione come si deve?...".