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Putignano - Acquedotto rurale: regolamento e sanzioni per azzerare gli abusi

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Attualità

Dagli oltre 300mila euro di passività del 2014 si è passati a soli 80mila euro nel 2016, grazie ai controlli e all’attività sanzionatoria

Municipio_PutignanoPutignano Ba – Fino ad un paio di anni fa, le 'perdite' dell’acquedotto rurale pesavano sulle casse comunali e di conseguenza sui cittadini contribuenti, per oltre 400mila euro.

Grazie alle azioni di verifica  del gestore del tributo e al nuovo regolamento comunale appositamente approvato, l'amministrazione è riuscita a ridurre drasticamente tali passività eliminando una delle voci più pesanti collegate per anni agli sprechi comunali.

Ma procediamo con ordine. Il servizio conta circa 750 utenze fra residenze estive e aziende rurali. Nel 2014 il Comune di Putignano ha speso €424.937,33 per canoni acqua, incassandone solo 87mila euro circa, spalmando a carico di tutti i contribuenti putignanesi un passivo di oltre 300mila euro.

Situazione che si perpetuava da parecchi anni. Le verifiche avviate dal settembre 2014 dall’amministrazione Giannandrea per il tramite della concessionaria Maggioli S.p.A invece, hanno cominciato a portare sostanziali risparmi alle casse comunali. Un’accurata attività di verifica è stata operata dal referente territoriale della Maggioli srl, Enzo Giansante, nonché dai due funzionari comunali Nanni Schettini e Mary Casulli.

Nel 2015 infatti sono stati incassati 220.813 euro, dimezzando il passivo. Un risultato ulteriormente migliorato nel 2016 grazie all'approvazione del nuovo regolamento che tende ad eliminare guasti nella rete idrica rurale e allacci abusivi con consumi di acqua ridotti a 220mila euro, a fronte dei quali ne sono stati riscossi 140mila, con una perdita di soli €80mila euro.

Determinanti le azioni sanzionatorie operate dal gestore del servizio riscossione tributi, la Maggioli S.p.A. di Bologna e che l’anno scorso aveva anche provveduto ad aggiornare le tariffe dei canoni di fornitura, alla sostituzione del contatori divisionali guasti o mal funzionanti e alla riparazione di alcune <<falle>> nelle tubature a cura del fontaniere  comunale Giuseppe Detommaso.

Ma lo strumento che permetterà di azzerare ogni passività sarà il nuovo regolamento per la gestione e distribuzione dell' acquedotto rurale approvato nel corso dell’ultimo consiglio comunale.

Tra le nuove disposizioni: l'installazione di contatori collocati all'esterno dell'edificio allacciato, da collocarsi a cura e spese del residente, posizionati in modo da consentirne agevolmente l’ispezione, a cura degli operatori incaricati dal comune; contatore centralizzato e divisionali anche i complessi condominiali e residenziali; certificato di abitabilità dell'edificio tra i documenti richiesti per l'allaccio e l'erogazione.

Gli utenti avranno sei mesi per adeguarsi alle nuove disposizioni, che dovrebbero mettere la parola fine ad ogni forma di abuso. Se l'utente non paga infatti, il servizio viene sospeso per 60 giorni, dopo di che il Comune revoca definitivamente la concessione e ritira l'apparecchio interrompendo definitivamente il servizio, oltre ad escutere il debitore.





 

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