In riferimento all'inchiesta della Guardia di Finanza sul presunto sfruttamento dei bagnini, Acquedotto Pugliese precisa che la società coinvolta, Gruppo Ideazione, gestiva il lido del CRAL AQP solo nelle stagioni 2024 e 2025 e non è l'incaricato per la stagione in corso. AQP sottolinea che il rapporto contrattuale era con il Circolo CRAL, un'associazione autonoma, e che lo stabilimento non è stato sottoposto a sequestro.

finanza lido aqpBari - In relazione all'inchiesta della Guardia di Finanza che ha portato al sequestro della società Gruppo Ideazione e all'indagine per presunto sfruttamento di bagnini in uno stabilimento balneare, Acquedotto Pugliese (AQP) ha diffuso una nota stampa per precisare la propria posizione e chiarire alcuni aspetti della vicenda.

Acquedotto Pugliese tiene a precisare che la società coinvolta nell'inchiesta, Gruppo Ideazione, ha gestito alcuni servizi del Lido del Circolo Ricreativo Aziendale (CRAL AQP) solo nelle stagioni 2024 e 2025, ma non è il soggetto incaricato della gestione per la stagione balneare in corso.

L'azienda specifica che il rapporto contrattuale per la gestione del Lido nelle suddette stagioni è intercorso direttamente con il Circolo CRAL AQP, un'associazione autonoma con propri organi e patrimonio che opera secondo i principi di correttezza, trasparenza e responsabilità, in coerenza con i valori aziendali.

Acquedotto Pugliese sottolinea inoltre che il lido non è stato sottoposto ad alcun provvedimento di sequestro, precisando che le indagini della Guardia di Finanza hanno riguardato la società Gruppo Ideazione e non la struttura balneare in sé.

Il contesto dell'inchiesta

L'inchiesta della Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Bari, ha portato alla luce un sistema di caporalato all'interno di uno stabilimento balneare, con bagnini e altri lavoratori stagionali pagati tra 2 e 5 euro l'ora e costretti a restituire parte del salario in contanti. Quattro persone sono finite sotto accusa per associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento del lavoro, e l'amministratore unico della società, Christian Calabrese, è stato sottoposto a divieto di esercitare l'attività imprenditoriale per un anno.

La precisazione di Acquedotto Pugliese vuole chiarire il perimetro delle responsabilità, distinguendo tra la gestione affidata al CRAL e la titolarità della concessione demaniale, che rimane di proprietà dell'azienda.