Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha ufficializzato i nuovi direttori generali delle Asl, degli Irccs e delle Aziende Ospedaliero-Universitarie. Tra le nomine, Michelangelo Armenise all'Irccs di Castellana Grotte e Tommaso Stallone all'Irccs di Bari. Per l'Asl di Brindisi si attende ancora, in quanto l'attuale dg non ha terminato il suo mandato

decaro presidente regione pugliaLa Regione Puglia cambia i vertici della sanità e affida ai nuovi direttori generali la missione più difficile: evitare che il sistema sanitario regionale precipiti di nuovo in un disavanzo milionario. 

Dopo settimane di trattative e rinvii, il presidente Antonio Decaro ha ufficializzato le nomine di sette manager destinati a guidare Asl, Policlinici e Irccs pugliesi in una fase considerata decisiva dopo il buco da 349 milioni di euro emerso nei conti del 2025.

Una scelta arrivata a pochi giorni dalle elezioni amministrative e al termine di una partita rimasta aperta fino all’ultimo. Lo stesso governatore ha ammesso che i diretti interessati non erano stati ancora formalmente contattati prima della conferenza stampa convocata per annunciare i nomi. Segno di un dossier gestito con estrema cautela sia sul piano tecnico che politico.

Più che una rivoluzione totale, quella varata dalla giunta regionale appare come una riorganizzazione interna che punta su figure già esperte della macchina sanitaria pugliese. Un mix di conferme, spostamenti e promozioni pensato per affrontare contemporaneamente emergenza economica, liste d’attesa e riorganizzazione dei servizi.Tra le nomine più significative c’è quella di Tiziana Di Matteo che lascia la Asl Bat, chiusa con un bilancio positivo, per trasferirsi alla guida della Asl Foggia, una delle aziende più esposte sul fronte dei conti.

Alla Bat arriva Alessandro Di Bello, manager proveniente dalla sanità campana e già ex direttore di InnovaPuglia. Cambio anche agli Irccs.

Tommaso Stallone guiderà l’Istituto oncologico di Bari dopo l’esperienza maturata al De Bellis di Castellana Grotte. Proprio all’Irccs De Bellis approda Michelangelo Armenise, finora direttore amministrativo della Asl Foggia.

Al Policlinico Riuniti di Foggia va invece Yanko Tedeschi, mentre Gianluca Capochiani lascia il Policlinico di Bari per assumere la direzione della Asl Lecce. Profilo fortemente tecnico infine per la Asl Taranto dove arriva l’ingegner Vito Bavaro, dirigente di vertice della Regione Puglia.

Resta ancora da completare il quadro della Asl Brindisi. La nomina del nuovo direttore generale sarà infatti formalizzata solo nelle prossime settimane alla scadenza del mandato dell’attuale manager Maurizio De Nuccio.

Ma la vera novità annunciata da Decaro riguarda soprattutto il nuovo sistema di controllo sui manager. I direttori generali firmeranno contratti costruiti su obiettivi rigidi e verificabili. Nel mirino non ci saranno soltanto i bilanci, ma anche la riduzione delle liste d’attesa, l’aggregazione degli acquisti, la gestione delle società in house Sanitaservice, l’efficienza organizzativa e il potenziamento dei servizi digitali. In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi scatteranno sanzioni fino alla decadenza dall’incarico o a consistenti riduzioni dello stipendio. Il governatore punta inoltre a creare una rete stabile di coordinamento tra le diverse aziende sanitarie pugliesi per condividere procedure e modelli organizzativi considerati virtuosi. Un tentativo di superare la frammentazione che negli anni ha prodotto differenze profonde tra una Asl e l’altra.

Decaro ha parlato di “una fase nuova” per la sanità pugliese, spiegando che nella scelta dei manager hanno pesato soprattutto curricula ed esperienze professionali. Ma l’opposizione non ci sta.

Fratelli d’Italia attacca duramente la giunta regionale parlando di semplice “valzer di poltrone” e accusando il presidente di aver confermato uomini già parte del sistema che avrebbe contribuito a creare il maxi deficit sanitario. La vera sfida, però, inizierà ora. Perché i nuovi direttori generali dovranno dimostrare in tempi rapidi di saper ridurre sprechi, contenere la spesa e migliorare i servizi senza trasformare il risanamento dei conti in nuovi sacrifici per cittadini e pazienti.