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Malasanità a Putignano. Ragazza 22enne di Noci muore per un'infezione
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Malasanità a Putignano. Ragazza 22enne di Noci muore per un'infezione

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Cronaca

Muore a 22 anni per setticemia non diagnosticata dopo un banale intervento per la rimozione di una cisti. L’ospedale di Putignano sotto accusa. La Procura di Bari ha aperto un'inchiesta affidata al sostituto procuratore Angela Morea

Antonella_MansuetoPutignano Ba - E' morta a 22 anni, Antonella Mansueto, di Noci, dopo 46 giorni di sofferenze, dopo un banale intervento per la rimozione di una cisti  e se ne torna a parlare solo oggi a distanza di sei mesi e mezzo dalla sua morte, grazie ad un esposto presentato dalla famiglia dopo l'incomprensibile decesso della ragazza il 26 marzo 2010.

Il calvario di Antonella Mansueto, 22enne di Noci, universitaria iscritta al terzo di Farmacia, comincia il 4 dicembre 2009, nell’ospedale di Putignano, dove si ricovera per l’asportazione di una cisti al coccige. La opera il dottor Aldo Calò.

Il chirurgo, il Dott. Aldo Calò, dimette la ragazza già il giorno successivo l'intervento, con le modalità di rito.

Nei giorni successivi però un'altro dottore, a cui capita di medicare la ferita, le consiglia di rivolgersi al chirurgo che l’ha operata per una verifica perché la ferita non si rimargina come dovrebbe. Interpellato in merito Il Dott. Calò ribadisce che va tutto bene.

Nelle settimane successive le condizioni generali della ragazza peggiorano, e la febbre sale a 42 gradi, fino alla mattina del 7 febbraio 2010, quando i genitori di Antonella, allarmati, chiamano la guardia medica di Noci che visita la ragazza e diagnostica un virus influenzale prescrivendole Tachipirina o Novalgina.

La situazione non migliora quindi i genitori di Antonella richiamano durante la notte i medici di guardia, ma questi ribadiscono che si tratta di influenza definendo le preoccupazioni della mamma, eccessive. Alle prime luci del giorno, la ragazza respira con affanno, è molto pallida, non vede bene e dice di non sentire più le gambe. Con il passare delle ore le condizioni della ragazza di aggravano ulteriormente e Antonella respira a fatica. Convocato un altro medico, questi si limita a consigliare dei cuscini dietro la schiena per farla respirare meglio.

Nel corso della stessa mattinata il medico di famiglia chiama il 118 e la ragazza viene portata al pronto soccorso di Putignano, dove dopo sei ore di attesa e di incertezze viene intubata dal rianimatore e trasferita all’ospedale Miulli di Acquaviva, dove capiscono che si tratta di setticemia. Viene interpellata un'equipe di Bologna per salvarle la vita: le amputano gambe e tutte le dita delle mani, ma l'infezione è ad uno stadio troppo avanzato e Antonella  si spegne il 26 marzo 2010, senza aver ripreso conoscenza. I Genitori assistiti dall’avvocato Vito Mormando, hanno presentato denuncia alla Procura della Repubblica.

Le indagini sono in corso e i carabinieri stanno ora acquisendo tutte le cartelle cliniche di Antonella Mansueto, morta a soli 22 anni per un banale intervento di rimozione di una cisti.

AGGIORNAMENTO DA ARTICOLO DI GAZZETTADELMEZZOGIORNO.IT

"Nel 2006 stesso intervento per un ventisettenne poi morto

… Tra i casi più discussi, tra le storie di presunta malasanità consumate tra le corsie del «Santa Maria» ve ne è uno che risale al febbraio del 2006. Un ragazzo di 27 anni, operato una settimana prima per una fistola all'osso sacro morì poco dopo aver subito l’intervento. La cause della crisi che poi portò alla morte vennero inizialmente collegate ad una caduta all’uscita dalla sala operatoria. La famiglia segnalò l’accaduto alla procura della Repubblica che aprì un'inchiesta.
Il magistrato inquirente tentò di appurare se la morte fosse sopraggiunta in conseguenza di una complicanza sorta dopo l'intervento chirurgico o per la caduta in corsia. Agli inquirenti venne affidato il compito di verificare se nella circostanza erano state rispettate le norme di sicurezza e se il reparto era adeguatamente vigilato. 
Una inchiesta che alla fine non ha rilevato comportamenti illegittimi o errati. 

Risale al 2005 invece l’imputazione per omicidio colposo a carico di due medici del nosocomio putignanese (un dottore di 53 anni di Alberobello e una dottoressa di 50 anni di Modugno) accusati di aver causato, con la propria condotta, il decesso di un'anziana paziente fulminata da un infarto. Il caso, al centro del processo celebrato con il rito abbreviato nel 2007, si è concluso con l’assoluzione dei due medici"

Aggiornamento da articolo di Repubblica.it

"… Vito Lanza, primario del reparto di Chirurgia dell'ospedale di Putignano, precisa inoltre che è Sebastiano Calò - e non Aldo Calò indicato precedentemente quale esecutore dell'intervento chirurgico che è invece primario del reparto di rianimazione dello stesso ospedale - il medico chirurgo che ha operato la ragazza, asportandole la cisti."





 
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