E’ quanto emerso al termine dell’incidente probatorio disposto dal gip del Tribunale di Bari Marco Guida

antonio_giannandrea_-_assassino-1Antonella_RiotinoPutignano (Ba) – A stabilirlo e' la relazione tecnica pschiatrica effettuata dal professor Roberto Catanesi, psicopatologo dell'Unioversità di Bari, nominato dal gip del tribunale del capoluogo pugliese Marco Guida per eseguire un'analisi approfondita sul ragazzo.




Secondo tale analisi dunque, al momento dell'omicidio Antonio Giannandrea, 19 anni, di Putignano era "parzialmente capace di intendere e volere". Il giovane confessò quasi subito l'omicidio della fidanzata, Antonella Riotino di 21 anni, trovata morta il 5 gennaio scorso. Fu lo stesso 19enne a confessare durante l'interrogatorio di garanzia di aver ucciso la sua fidanzata strangolandola e poi colpendola con un coltello. Non ha però mai spiegato i motivi del gesto.

La perizia e' stata discussa ieri, lunedì 9 luglio, durante l'ultima udienza preliminare. Secondo il perito, la parziale incapacità al momento del delitto non esclude l’attuale capacità di sostenere il processo. Sempre secondo lo psicopatologo, Giannandrea è da considerare "un soggetto pericoloso socialmente". Per questo in carcere dovrebbe essere seguito da uno psichiatra.