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ARCI presenta il progetto "La Nuova Dimora"

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Attualità

Nuova_Dimora_-_progettoPutignano (Ba) - Venerdì 24 giugno, si è svolta una conferenza stampa presso la sede del ex macello IMAKE, per presentare un  nuovo progetto per rifugiati, chiamato "La Nuova Dimora". Il progetto, sostenuto dall'ARCI (comitato territoriale di Bari),è nato a Putignano per accogliere, tutelare e integrare i richiedenti di protezione internazionale, sussidiaria e umanitaria.

All'evento erano presenti: Livia Cantore, ovvero presidente dell'Arci di Bari e coordinatrice del progetto, Vito Genco ovvero assessore degli affari sociali del Comune di Putignano), il Sindaco del nostro Comune Avvocato Gianvincenzo Angelini De Miccolis.

Il progetto prevede alcuni servizi, per aiutare i rifugiati politici, ad acquisire strumenti utili per una futura vita autonoma.

L'iniziativa è stata finanziata all'interno del "Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati politici"e prevede un percorso di inclusione sociale di rifugiati politici, avvalendosi della professionalità e dell'esperienza dell'ARCI di Bari, al cui comitato territoriale è affidata la gestione operativa. L'ARCI ha realizzato nel corso degli ultimi 20 anni,diversi interventi importanti innovativi attraverso la gestione di numerosi progetti che come "La Nuova Dimora", hanno avuto come scopo l'assistenza ai rifugiati.

L'ambito territoriale del Comune di Putignano (ente capofila dell'ambito territoriale che comprende anche i comuni di Alberobello, Castellana Grotte, Locorotondo e Noci, ha aderito all'iniziativa perchè ritiene che chi assume una funzione politica, deve impegnarsi in una funzione educativa e di promozione dei valori della solidarietà. "La Nuova Dimora" accoglie 15 persone migranti richiedenti protezione, e rifugiati provenienti da diverse nazionalità, quali Iran,Turchia,Pakistan e Somalia.

I servizi forniti sono i seguenti:

- L'accoglienza, che prevede la sistemazione in un appartamento e l'erogazione settimanale di un contributo in denaro e buoni spesa, l'orientamento e l'assistenza sociale attraverso la presenza di operatori, corsi di italiano interni al progetto (per aiutare i rifugiati politici ad integrarsi meglio attraverso la conoscenza della nostra lingua) e supporto di mediatori interculturali;

- L'integrazione, attraverso corsi promossi dai Centri Territoriali Permanenti per l'ottenimento di titoli di studio o di brevi corsi di alfabetizzazione della nostra lingua,supporto nell'iscrizione a corsi di formazione professionali, percorsi di inserimento lavorativo e infine accompagnamento nella fase di uscita del progetto attraverso il supporto nell'individuazione di soluzioni alloggiative;

- La tutela,comprendente il consulente legale fornisce informazioni legate alla normativa italiana ed europea in materia di asilo e immigrazione, L'educatore professionale sostiene i beneficiari nell'elaborazione di un percorso di vita,tenendo conto di risorse e problematiche.

Gli obiettivi del progetto sono:

-offrire vitto e alloggio

-Orientamento sociale e legale

-Mediazione linguistica e culturale

-Inserimento scolastico

-Orientamento al mondo del lavoro

-Orientamento alla formazione professionale

-Sostegno socio-psico-sanitario

-Supporto nelle pratiche di rimpatrio assistito

-Integrazione nelle comunità d'appartenenza (se presenti nel territorio)

-Stimolare la solidarietà, sensibilizzando l'opinione pubblica sulle tematiche dei richiedenti asilo e rifugiati.

Il nostro Sindaco De Miccolis, ha annunciato che questo progetto rappresenta l'occasione per aprire la nostra comunità alle esperienze di vita di altre persone e altri popoli.

Secondo l'assessore Vito Genco,il progetto è la rappresentazione di un'altra faccia della globalizzazione, che ci ricorda, che nel nostro pianeta circolano non solo merci ma anche storie di vita di popoli e persone costrette alla condizione di rifugiato da un'economia e una politica che così hanno deciso.

Livia Cantore annuncia che grazie alla sensibilità e alla buona volontà dell'Amministrazione Comunale di Putignano, si è avuta la possibilità di far nascere un'accoglienza per gente che ha conosciuto gli orrori della guerra, tortura e persecuzione.