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Putignano, vertenza cartapestai: nulla di fatto, ma tornano al lavoro
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Putignano, vertenza cartapestai: nulla di fatto, ma tornano al lavoro

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Attualità

Rientrata la protesta dei cartapestai, ma nessuna concessione da parte della Fondazione: i carristi aspetteranno fino a gennaio per le rispettive spettanze

Capannoni_Carnevale_manutenzionePutignano Ba - Cessato allarme sul fronte carristi vs. Carnevale di Putignano. I maestri cartapestai, che dall’8 dicembre avevano sospeso i lavori di realizzazione dei carri allegorici in segno di protesta, non avendo ancora ricevuto il saldo delle somme relative alla passata edizione del carnevale, nonché l’acconto sulla prossima, sono tornati al lavoro negli hangar.

Il dietro-front degli artigiani è arrivato per intercessione del sindaco di Putignano Domenico Giannandrea, su richiesta del cda della Fondazione Carnevale. Nessuna concessione tuttavia è stata accordata ai cartapestai, ma semplicemente è stato loro ribadito che le somme di cui vanno creditori saranno sicuramente regolarizzate a gennaio 2018, grazie alla prima trance che l’amministrazione comunale, principale finanziatore della manifestazione con un contributo annuale di circa 400mila euro, erogherà per la prossima edizione del Carnevale. 

Unica concessione da parte della Fondazione, l’eliminazione di alcune penalità previste dal bando di gara. In pratica, se al posto di tre pupi ne vengono realizzati due, non ci saranno penalizzazioni. 

I maestri cartapestai hanno preso coscienza che ‘la toppa era peggio del buco’ – sottolinea il Sindaco Domenico Giannandrea - poiché la protesta, finita sulla stampa nazionale, si è tradotta in una pessima pubblicità per il nostro Carnevale. Pertanto essi hanno acconsentito ad attendere qualche settimana per i pagamenti e a tornare al lavoro, anche per salvaguardare l’immagine di questa manifestazione così importante per la comunità locale - Ha conluso il Sindaco.

Si tratta ora di vedere se la pace fatta durerà almeno fino alla prossima edizione del Carnevale di Putignano (prima sfilata il 28 genaio 2018), o subirà eventuali recrudescenze, causate dai frequenti mal di pancia della categoria, non sempre legati ad aspetti strettamente 'pecuniari'.

Vedi, per esempio, le puntuali accese polemiche e il malcontento che seguono ogni anno, a margine della pubblicazione della classifica dei carri allegorici a fine manifestaione.





 
1 Commenti
 
Storia dell'arte della cartapesta di Ezio Flammia
1 Sabato 30 Dicembre 2017 10:37
Ezio Flammia
Gentile Direttore di "Putignano informatissimo", nell’augurare a lei e ai componenti della redazione un buon anno e grandi successi, le comunico che la casa editrice Dino Audino di Roma ha pubblicato la mia nuova “Storia dell’Arte della cartapesta” con l’introduzione del grande storico dell’arte Claudio Strinati. Il libro sarà presentato al pubblico della Capitale il 16 febbraio alle ore 17,00 presso la Fondazione Besso di Largo di Torre Argentina, 11. I relatori saranno gli storici e critici d’arte Claudio Strinati e Nicoletta Cardano. Coordinerà i lavori lo scrittore e storico del cinema italiano Ennio Bispuri.Un cordiale saluto Ezio Flammia (338 31 44 292)
Le allego: la quarta di copertina, l’introduzione del prof. Claudio Strinati e la copertina della“Storia dell’arte della cartapesta”

L’arte della cartapesta in Occidente è, senza dubbio, un’eccellenza della cultura italiana, anche se in passato è stata poco studiata e per questo è ancora quasi sconosciuta. La causa principale del disinteresse è dovuta alla sua materia che, originata da umili stracci, è ritenuta una sostanza vile e quindi inadatta alla produzione di opere d’arte.

L’autore del libro esamina tutti i motivi che hanno causato lo scarso interesse da parte degli studiosi per quest’arte e demolisce il preconcetto della poca affidabilità della materia cartacea alla produzione di opere d’arte. Flammia, che è anche lui stesso un maestro della cartapesta, attraverso un esame rigoroso e meticoloso rivaluta l’arte della cartapesta dalle prime sperimentazioni nelle botteghe toscane alla metà del ‘400 sino all’arte moderna. Vengono così esaminate con passione e competenza le opere degli artisti del passato e di quelli moderni, che hanno creato opere d’arte di cartapesta di grande rilievo, come Jacopo della Quercia, Donatello, Antonio Rossellino, Benedetto da Maiano, Desiderio da Settignano, Jacopo Sansovino, Ferdinando Tacca, Beccafumi, Bernini, Algardi, Angelo Gabriello Piò, Sanmartino, sino a Dubuffet e agli ultimissimi sperimentatori. L’autore non tralascia di esaminare anche gli artisti meno noti al pubblico soprattutto quelli che hanno apportato delle novità tecniche, analizzando inoltre le loro opere in ogni forma espressiva.

L’autore analizza ancora l’affermazione di questa attività artistica e le ragioni che hanno determinato la sua espansione nelle regioni italiane, in altri paesi europei e nelle Americhe.

Al confronto con la precedente pubblicazione del 2011 (Storia dell’arte della cartapesta- la tecnica universale), Flammia in questo nuovo studio, più organico e più rigoroso dal punto di vista filologico, affronta anche temi come l’arte della cartapesta e della mistura in Sicilia, ivi compreso l’utilizzo della materia cartacea negli allestimenti festivi importanti. Nello studio meticoloso di Flammia emerge inoltre un patrimonio demo antropologico straordinario, dai giocattoli alle arti applicate, dalle suppellettili agli allestimenti scenici ed effimeri. L’autore evidenzia la duttilità della cartapesta utilizzata persino nell’edilizia e nella produzione di imbarcazioni. La chiesa di Bergen in Norvegia (1793), costruita con materiale cartaceo e la canoa di carta con cui l’esploratore Nathaniel Holmes Bishop intraprende un lungo viaggio dal Quebec al Golfo del Messico (1874), sono tra le molteplici peculiarità del libro che lo rendono unico nell’ambito della editoria d’arte.
Ezio Flammia artista e scenografo, maestro della cartapesta. Ha realizzato scenografie e costumi per numerose opere teatrali e ha collaborato all’allestimento di varietà in prima serata per Rai 2. Ha restaurato importanti opere di cartapesta per il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma. Sue opere fanno parte delle collezioni dei musei: Museo Histórico Nacional di Santiago del Cile; Museu do Cinema di Lisbona; Museo Naz. delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma; Museo d’arte delle generazioni italiane del ‘900 di Pieve di Cento; Museo d’arte moderna e dell’informazione di Senigallia; Galleria d’arte moderna di Monreale; Fondazione “G. Boldini”di Mogliano Veneto; Museo della Fondazione “Casa di Dante in Abruzzo” di Torre de' Passeri.

Nel 1996 ha ricevuto presso la Camera dei Deputati il premio internazionale alla carriera per le arti, La Plejade. È autore di Maschere di stoffa, di ferro. Mito materia e ragione Roma, 1996; Storia dell’arte della cartapesta - La tecnica universale Roma, 2011; Fare cartapesta e scultura di stoffa (Dino Audino Editore), Roma 2014

Vi
Claudio Strinati

Introduzione al libro di Ezio Flammia “Storia dell’arte della cartapesta”



Questo libro è più cose insieme.

Prima di tutto è una esauriente e documentatissima storia della cartapesta corredata di ragguagli tecnici precisi e ben comprensibili. E Flammia è senza ombra di dubbio il massimo esperto dell’ argomento, conoscitore profondo delle procedure esecutive, storico di indiscussa competenza, critico sensibile e dotto. Flammia, però, è anche e soprattutto artista di qualità cospicua, erede di una tradizione che, appunto, egli consacra nel libro manifestando un amore e una dedizione all’ argomento invero encomiabili.

Ma poi il libro è per certi versi leggibile persino come una sorta di autoritratto di Flammia stesso, dei suoi gusti, delle sue scelte, della sua felice capacità di orientare con poche e pertinenti parole lo studioso o l’ appassionato in un mondo apparentemente facile e divertente nella sua semplicità e popolarità, ma in realtà espressione di momenti, idee e tendenze che hanno avuto un’ enorme ricaduta non soltanto sull’ arte ma sul comportamento e il divertimento di tutte le classi sociali, dai più alti ai più umili livelli.

Flammia insegna qui la differenza profonda tra il mondo orientale e quello occidentale, ci accompagna successivamente in un lunghissimo percorso storico corredato spre della più scrupolosa e verificata citazione delle fonti. Ci spiega, poi, come della cartapesta si siano occupati nella stagione rinascimentale e barocca artisti sommi, quali Donatello o Verrocchio, Pietro Tacca o Jacopo Sansovino, Bernini o Algardi, per fare solo qualche nome tra i molti, alcuni celebratissimi altri pressoché sconosciuti ma non per questo meno rilevanti, che incontriamo lungo il tragitto .

Flammia ci indica con chiarezza questa doppia valenza della cartapesta, arte umile e nobile al contempo, la cui tradizione ancora oggi è vivissima in certi centri culturali come Nola.

Ma ciò che colpisce è proprio la duttilità e la molteplicità di espressioni che questa tecnica porta in sé e così la troviamo, esaltata a dismisura, nel napoletano, nei carri di Viareggio, nella attività di certi artisti raffinati e insieme profondamente calati nella cultura popolare come Josè Ortega a Matera, una storia che Flammia ci racconta con partecipe entusiasmo.

Per non parlare del settore del libro in cui Flammia ci introduce nel mondo dei Burattini e delle Marionette, nel mondo dei giocattoli e delle scenografie temporanee che spaziano dagli apparati seicenteschi del Bernini alle scenografie di tanti film americani del nostro tempo e non solo.

Nel libro, come è giusto che sia, una parte finale, presentata con discrezione e garbo, ci permette di conoscere anche il lavoro creativo di Flammia, una personalità in cui non si può distinguere lo studioso dall’ artista, l’ intellettuale dal divulgatore, l’ uomo, sempre così amabile, civile, colto, dalle sue stesse opere.

E’ lecito sostenere che con questo lavoro Flammia abbia realizzato l’ aspirazione di consegnare ai suoi estimatori e al pubblico dell’ arte, un libro utile e grato al cuore di tutti.

Claudio Strinati







Per chi è interessato. il libro si può ordinare in qlasiasi libreria.


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