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Putignano – Differenziata troppo cara: ecco perché

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Attualità

Uno studio dei costi realizzato dal Comitato Beni Comuni e dalla CGIL Putignano che spiega perché paghiamo tanto, nonostante la raccolta differenziata. Di seguito anche proposte e soluzioni

Differenziata_kitPutignano Ba – Sintetizziamo di seguito l’analisi che consente di comprendere perché la raccolta differenziata avviata nel 2013, non produce ad oggi una riduzione dei costi per i cittadini.  Il documento, siglato con altre associazioni più di un anno fa, spiega come guadagnare dal riciclo dei rifiuti: riducendo le frazioni estranee nei materiali differenziati, si ottengono migliori ricavi e si riducono i costi del servizio.


Plastica

La plastica, fino a dicembre 2014, con impurità fino al 5% valeva 322,53 euro a tonnellata, con impurità fra il 5% e il 15%, 227,24 euro a tonnellata. Con percentuali maggiori di frazioni estranee, si rischia che il materiale finisca tutto in discarica e con costi alti per smaltirlo.

A partire da gennaio 2013 fino a settembre 2014 il Comune di Putignano ha versato all’Antinia srl 44.444 euro per smaltire (cioè portare in discarica?) il legno, 19.377 euro per smaltire il vetro, 74.292 euro per smaltire gli ingombranti. Per tutti questi materiali riciclabili e recuperabili dovremmo ottenere un ricavo, anche per ridurre i costi del servizio, piuttosto che inviarli in discarica con costi per il trasporto e lo smaltimento.

 

Legno

Delle suddette tre frazioni è stato recuperato solo il legno, ceduto però solo a 3,8 euro a tonnellata. Questa cifra, secondo gli accordi ANCI-CONAI, si riferisce alla raccolta congiunta di legno (per la precisione imballaggi) misto ad ingombranti di legno. Il valore di conferimento sempre secondo accordi ANCI-CONAI dei soli imballaggi in legno è invece, di 16,70 euro a tonnellata (cassette ortofrutticole e altri piccoli imballaggi provenienti dal consumo domestico).

Il comune di Putignano dunque non ha ottenuto alcun ricavo dagli ingombranti da recupero (mobili, armadi, che per le loro dimensioni non possono entrare nei cassonetti), mentre gli introiti ottenuti nel biennio 2013-2014, sono pari a 678,98 euro; cioè 84 tonnellate più 86,6 tonnellate di solo legno raccolte, rispettivamente, nel 2013 e nel 2014 fino al mese di settembre. Se fosse stata corrisposta la cifra corretta di 16,70 euro a tonnellata, secondo il suo valore, il Comune di Putignano avrebbe ricavato più di 3.000 euro per entrambi gli anni.

Inoltre a partire da aprile 2014, l’Antinia srl ha ottenuto dall’uscente amministrazione comunale, dopo un bando, il riconoscimento per un aumento sui costi di smaltimento del legno e degli ingombranti da recupero: fino a marzo, il Comune ha pagato per lo smaltimento del legno 120 euro a tonnellata, da aprile 420 euro a tonnellata; per lo smaltimento degli ingombranti da recupero prima 330 euro a tonnellata, poi da aprile 700 euro a tonnellata. Perché? Si tratta di frazioni che sono o possono essere recuperate, non da avviare a smaltimento in discarica, come la carta o la plastica e ottenerne un ricavo. Il legno difatti, viene conferito alla piattaforma Rilegno srl, per essere recuperato. A cosa si riferiscono i costi di “smaltimento”?

 

Vetro

Paghiamo anche per lo smaltimento del vetro: 20 euro a tonnellata.

Secondo i dati raccolti fino a settembre 2014, fra i ricavi mancherebbero quelli del vetro, a fronte di maggiori spese sostenute per raddoppiare la frequenza di raccolta (quindicinale anziché mensile). Il valore per gli accordi ANCI-CONAI del vetro, è di 45,50 euro a tonnellata al minimo di impurità. Da gennaio 2013 fino a settembre 2014 sono state raccolte 968,840 tonnellate di questa frazione.

 

Alluminio

Mancherebbero fra i ricavi anche quelli dell’alluminio, a fronte di un acquisto di 45 cestini (il numero è quello previsto dal capitolato d’appalto) adibiti a questa raccolta. Da questo metallo riciclabile si otterrebbero ben 550 euro a tonnellata al minimo di impurità, secondo il tariffario ANCI-CONAI vigente. Bisogna notare, inoltre, che il capitolato prevedeva esplicitamente l’acquisto di 45 mangia lattine da 400 litri ciascuno e non semplici cestini.

 

Plastica

Per la plastica il comune di Putignano paga alla piattaforma RICREO srl, un servizio in più di selezione, pari a 100 euro a tonnellata sul peso lordo, più 200 euro a tonnellata per lo smaltimento in discarica delle impurità presenti nella plastica raccolta, come stabilito nel contratto stipulato nel 2013 con questa ditta. Risulta che il 40% della nostra plastica è composto da impurità, che appunto paghiamo per smaltire in discarica. Ciò significa che il comune di Putignano guadagna la metà di quanto spende per la selezione e lo smaltimento delle frazioni impure: da gennaio 2013 fino a settembre 2014, dalla plastica abbiamo guadagnato 44.835 euro, ma abbiamo corrisposti alla RICREO srl 80.269,14 euro. Bisogna aggiungere che a partire da aprile 2014, nessuno ha verificato il corretto corrispettivo di ricavo della plastica, così è stata venduta la plastica a 227,24 euro a tonnellata e non a 322,53 euro a tonnellata, trattandosi appunto, di plastica al minimo di impurità, grazie al costoso servizio di selezione appena menzionato.

Costi ed obiettivi

Analizzando il servizio di igiene ambientale, si rileva che il costo è aumentato di 1.933,34 euro al mese: il canone mensile previsto con la vittoria dell’Ati Antinia-Avvenire aggiudicato con ribasso, era di 226.447,80 euro. A settembre 2014, il canone mensile è stato di 228.381,14 euro. A questi si vanno ad assommare ulteriori liquidazioni, per migliorare il servizio, per un complessivo di circa 62.000 euro a partire da ottobre 2013 fino a giugno 2014, in favore della ditta Antinia srl, cui vanno aggiunti 99.000 euro per l’affitto durato un anno del centro di raccolta privato, di proprietà della stessa azienda, in via Foggia La Rosa, per tutto il 2013, in attesa che questa prendesse carico del nuovo centro comunale in via Martiri delle Foibe.

A novembre 2014 l’amministrazione corrente poi, impegna un’ulteriore somma di 136.568,69 euro per altri servizi migliorativi e in più ne liquida 69.633,34 euro in favore dell’Antinia srl, di cui 17.075,06 euro per il nolo nei periodi di Giugno, Luglio, Agosto e Settembre, di un terzo compattatore, non previsto dal capitolato d’appalto.

Fra le spese migliorative al servizio, va tenuta presente quella ormai ordinaria, stanziata il 12 maggio 2014 e tutt’ora attiva, di pulizia straordinaria dai rifiuti indifferenziati, sparsi per il territorio, oltre all’acquisto di un’isola ecologica mobile, situata nei pressi del centro comunale di raccolta.

Anche in conseguenza di queste ulteriori spese, non si è raggiunta però nel 2014, la percentuale media del 59% di differenziata, obiettivo del secondo anno di avvio del sistema di porta a porta; se non nel solo mese di Dicembre 2014. La media del 2014 è stata infatti, del 55,87%, inferiore agli obiettivi stabiliti. E’ previsto da capitolato d’appalto, che nel primo anno di avvio del servizio di raccolta differenziata spinta, si raggiungesse il 55% di differenziata, il secondo appunto il 59%, il terzo il 62%, il quarto il 64%, fino al 65% previsto nel quinto anno di affidamento del servizio.

Non solo: la raccolta della plastica in un mese è calata drasticamente: da una media di 27 tonnellate al mese, a dicembre 2014 è scesa a 10 tonnellate: il 63% in meno rispetto alla media, riducendo ulteriormente i ricavi di questo materiale. Perché?

Di contro, sembrerebbe essere aumentata la raccolta di materiali da cui non otteniamo alcun ricavo, come gli ingombranti da recupero, di cui però, come abbiamo già detto, paghiamo un costo per lo smaltimento, pari a 330 euro a tonnellata fino a marzo 2014 e a 700 euro a tonnellata a partire da aprile 2014, senza evidentemente recuperarne nemmeno quelli in legno (mobili, armadi, ecc..). Per tutto il 2014, il costo per lo smaltimento di ingombranti da recupero a Putignano, è stato di circa 76.000 euro.

Tutto questo mentre, la produzione procapite dei rifiuti tende leggermente ad aumentare: prima dell’avvio del porta a porta, la media annuale di produzione era di circa 31kg per persona; oggi è di 23kg. Ciò significa che produciamo meno rifiuti ed è un bene. Ma ci chiediamo: è veramente così?


Organico

Per lo smaltimento dell’organico, la Progeva srl ci addebita circa 30/40 euro a tonnellata in più, per presenza di impurità nell’organico, su un costo base previsto di circa 80 euro a tonnellata. Eppure il capitolato prevede che siano a carico dell’Aggiudicataria dei servizi, il 50% delle suddette maggiorazioni di costo, dovute alla presenza di scarti non compostabili.

Si legge inoltre dal capitolato, che deve essere premura dell’Aggiudicataria dei servizi, in collaborazione con l’amministrazione comunale, responsabilizzare gli addetti alla raccolta per: “sensibilizzare l’utenza al corretto conferimento dei rifiuti a matrice organica”. Tutto questo è stato fatto?

Se il 50% della maggiorazione del costo per la presenza costante di impurità nell’organico non sono state già addebitate all’Ati Antinia-Avvenire, vorrebbe dire che l’amministrazione comunale avrebbe speso all’anno circa 60.000 euro in più, per lo smaltimento dell’organico presso la piattaforma Progeva srl di Laterza: considerando che in due anni, il costo è stata di circa 340.000 euro, il 35% di questa somma, forse non doveva essere a carico del Comune di Putignano.

Olio vegetale esausto

Incrociando i dati raccolti dalla Regione Puglia e quelli ottenibili dalle determine del Comune di Putignano, abbiamo scoperto un’inesattezza: la quantità di olio vegetale esausto raccolto nei mesi di luglio e agosto 2014. A luglio 2014 la fattura dell’Antinia srl presentata al Comune di Putignano, segna 500kg di olio vegetale esausto, mentre il dato inviato alla regione è di 1100kg recuperato non dall’Antinia srl, ma dalla Nicola Veronico srl, azienda di Modugno. Ad agosto la fattura dell’Antinia srl segna 250kg, mentre il dato regionale è di 1000kg, questa volta recuperati dalla Ambiente e Tecnologie srl, azienda bitontina. Solo il dato di settembre è lo stesso per fattura e per dato regionale, trattandosi di 1020kg recuperati dall’Antinia srl.


L’Appalto dell’Autorità d’Ambito

Il 23 dicembre 2014 la gara d’appalto dell’ARO Ba/6, ambito territoriale per il servizio d’igiene urbana, raccolta e trasporto dei rifiuti nei comuni di Alberobello, Putignano, Noci, Castellana e Locorotondo, è stata aggiudicata alla Tradeco srl, con un ribasso dello 0,81% su un contratto di 30,5milioni di euro. Putignano, come Alberobello, prevede nel capitolato d’appalto una clausola di salvaguardia, che le permette di rescindere dal contratto con l’ATI Antinia-Avvenire, nel caso appunto in cui l’Autorità d’Ambito, “proceda all’affidamento del servizio di gestione integrata”. Ciò significherebbe che il contratto con l’Ati Antinia-Avvenire, cessa anticipatamente la sua efficacia, entro un anno. Per questo, è auspicabile bloccare immediatamente ulteriori spese di miglioria al servizio già impegnate, che non otterrebbero risultati nel breve tempo, ma solo un aggravio per i cittadini.

 

Ecotassa

Sempre secondo il capitolato, all’Ati Antinia-Avvenire dovrebbero essere applicate per tutto il 2015, delle trattenute sui canoni mensili, pari ai maggiori oneri di smaltimento in discarica più ecotassa, derivanti dal mancato raggiungimento del 59% di differenziata durante l’anno 2014, per un totale, noi crediamo, di almeno 14.000 euro.

A partire da gennaio 2014, il comune di Putignano ha corrisposto circa 2.500 euro in media al mese di ecotassa: più del doppio rispetto al 2013. Pagando per tutto il 2014 con cadenza anche mensile, l’aliquota massima di ecotassa pari a 25,82 euro a tonnellata che è prevista per quei comuni che non raggiungono il 40% di differenziata. L’aliquota corretta per il comune di Putignano sarebbe invece di 6,97 euro a tonnellata, per una media quindi, di circa 700,00 euro al mese. E’ auspicabile rivedere immediatamente la cifra che è stata corrisposta, per ottenere eventualmente indietro le somme pagate erroneamente come liquidazione di questo canone.

Controllo trasporti

Per quanto riguarda il controllo sui trasporti, è anche previsto, che tutti gli automezzi adibiti alla raccolta ed allo spazzamento del servizio di igiene ambientale, siano dotati di sistema GPS (Global Position System), per conoscere in tempo reale la posizione del veicolo. E’ previsto inoltre, che i dati forniti siano integrabili con i sistemi cartografici e di gestione operativa del Comune di Putignano, oltre ad essere assicurato il collegamento remoto con quest’ultimo per il controllo dei mezzi di spazzamento.

Il Comune ha verificato che gli automezzi siano dotati del gps? Chiediamo troppo se richiediamo che tali dati siano messi a disposizione dei cittadini? D’altronde se fosse accertabile un malfunzionamento del sistema GPS di localizzazione della flotta, sarebbe prevista da capitolato d’appalto, una penalità di 1.000 euro per singola contestazione, oltre a potersi ritenere tale, un: “impedimento dell’azione di controllo da parte del personale del Comune di Putignano” così come è sancito nel capitolato, punibile con 1.500 euro per singola contestazione.

Premialità

Infine dobbiamo notare che per ben due anni, è saltato completamente il sistema di punti per premiare quei cittadini che conferivano presso il CCR (centro comunale di raccolta), rifiuti come la carta e il cartone (1 punto ogni 10 kg), la plastica (1 punto ogni 5 kg), l’alluminio e la banda stagnata (1 punto ogni 5 kg), il vetro (1 punto ogni 400 kg conferiti), gli accumulatori al piombo (1 punto ogni 5 kg ), l’olio vegetale (1 punto ogni 5 kg). Scopriamo con disappunto, che a partire dal 2015, spariscono dai punti premialità: il vetro, gli accumulatori al piombo e l’olio vegetale.

E’ possibile ridurre le tasse: le nostre proposte

Ad oggi i costi del servizio non ripagano gli sforzi dei cittadini. Il primo errore è stato la completa assenza di comunicazione e di controllo. Trattandosi di un servizio in cui prima di tutto è la sensibilità del cittadino a fare l’efficienza del sistema, è chiaro che la quantità di impurità presenti nell’organico come nella plastica e il perenne servizio straordinario di pulizia del territorio dai rifiuti sparsi, ne sono la diretta conseguenza.

1. E’ necessario ripartire subito dalla comunicazione e da una corretta e capillare informazione, nonché accertarsi che per tutto il 2015, venga corrisposta dall’aggiudicataria del servizio di igiene ambientale, una somma non inferiore all’1,30% dell’importo contrattuale, pari ad almeno 35.000 euro - come previsto nel capitolato d’appalto-, verificandone al contempo l’efficacia. Perché è solo con una comunicazione efficace, che si può ridurre a monte senza ulteriori costi, la quantità di impurità presenti nelle frazioni riciclabili; come di fatti succede per le impurità presenti nell’organico e nella plastica. E’ necessario però, far rispettare al contempo il capitolato d’appalto e l’amministrazione comunale deve far valere le penalità.

2. Riteniamo che debba essere volontà dell’amministrazione di Putignano, non pagare per avviare a smaltimento in discarica, quei materiali che si potevano e si possono riciclare: come il vetro e gli ingombranti da recupero e ottenere indietro le liquidazioni per lo smaltimento del legno, che invece, è stato recuperato. Si otterrebbe un risparmio di almeno 185.000 euro per un solo anno. Soprattutto il Comune di Putignano deve ottenere ricavi da tutte le frazioni riciclabili o recuperabili, come gli ingombranti da recupero, il vetro, l’alluminio, i metalli, e addirittura l’olio vegetale esausto.

3. Inoltre è ben visibile come il servizio di selezione della plastica effettuato dalla ditta Ricreo srl, risulti essere una spesa eccessiva, costando il doppio del profitto ottenuto: è necessario rivedere immediatamente il contratto, eliminando il suddetto servizio di selezione, i cui costi sono chiaramente superiori ai ricavi di questo materiale.

4. E’ importante al contempo, premiare i cittadini virtuosi, per il conferimento presso il CCR (centro comunale di raccolta) delle frazioni riciclabili più importanti, come la carta e il cartone, la plastica, l’alluminio e la banda stagnata, ma anche l’olio vegetale, il vetro e le batterie al piombo. Anche per evitare che queste frazioni possano erroneamente finire in discarica, o finire per inquinare l’ambiente e il territorio. E’ importante inoltre verificare che l’allaccio all’impianto fognario del CCR, sia dotato di sistema di disoleatura e dissabbiatura, per evitare di danneggiare gravemente l’impianto di depurazione del paese.

5. Proponiamo l’adozione immediata di un piccolo impianto di compostaggio, da avviare in via sperimentale su un quartiere che voglia partecipare al progetto, ottenendone in cambio un discreto sconto sulla Tari. Permetterebbe di ridurre il quantitativo di organico che viene avviato al centro privato Progeva srl di Laterza, riducendone i costi, con conseguenze benefiche anche per l’occupazione putignanese. Infatti l’organico è circa un quarto del totale dei nostri rifiuti: una quantità ingente, che ha un costo per essere trasformato in compost da un un’azienda privata. L’organico è anche una frazione importantissima da recuperare: sia come fertilizzante utile in agricoltura, sia perché sottratto alla discarica, evita che si mischi con sostanze nocive, producendo percolato e biogas, altamente inquinanti per il territorio, l’aria e la falda acquifera. In merito i test del CNR e di alcune comunità cittadine sono stati fruttuosi, soprattutto in termini di risparmio per la comunità stessa.

6. Restituire quanto prima ciò che i cittadini hanno pagato in più in particolare per scantinati e rimesse.

7. Il servizio di igiene ambientale deve essere assolutamente trasparente: pertanto chiediamo che si costituisca subito un comitato di controllo aperto alle forze sindacali e alle associazioni ambientaliste, che in sintonia con l’ufficio all’ambiente e l’aggiudicataria del servizio di igiene ambientale, verifichi il corretto andamento del servizio, informando prima di tutto la cittadinanza sui progressi effettuati, sui costi in esercizio, sulle quantità e sui ricavi ottenuti. E’ necessario fin da subito raddrizzare le storture dell’attuale servizio, ottimizzando i costi del servizio e tagliando quelli che risultano inutili, massimizzando quelli che possono portare ad un profitto per l’intera comunità. Nel frattempo bisogna iniziare da subito a mettere le basi per attuare un sistema di tassazione puntuale: al fine di far pagare di più chi differenzia meno e male e sviluppare così un circuito virtuoso fra cittadini, aziende e attività.

8. E’ necessario che l’amministrazione comunale, attivi immediatamente e senza ulteriori oneri una task force che permetta di gestire al meglio tutti gli aspetti di questa partita: dalla comunicazione al controllo e al rispetto del capitolato speciale d’appalto, da parte di tutti gli interessati. Allo stato tale situazione è insostenibile. Chiediamo all’attuale Amministrazione, un cambio di marcia immediato.

A tal fine, i firmatari del presente documento, chiedono un incontro immediato al Sindaco per discutere della situazione e impegnarlo ad iniziative concrete

 

CGIL di Putignano

Comitato per i Beni Comuni di Putignano