Si chiude con successo l'ottava edizione del Festival della filosofia e delle arti umane. Al Museo Franco Anelli, gli ultimi due appuntamenti con Alberto Pirni, Vito Rocco Peragine e Benedetta Colombo hanno intrecciato riflessione sociale e divulgazione artistica, nel segno di “Diritti e Rovescio”

benedetta colombo artefacile sul palco di philosophars 2026CASTELLANA GROTTE – Dalle sfide della convivenza civile alle luci e alle ombre di Caravaggio. Si è conclusa ieri, domenica 11 ottobre, al Museo speleologico “Franco Anelli” delle Grotte di Castellana, l'ottava edizione di PhilosophArs – Festival della filosofia e delle arti umane, con una serata finale che ha suggellato il successo della manifestazione, confermandone la capacità di avvicinare il pubblico ai grandi temi della contemporaneità attraverso il dialogo tra filosofia e arte.

Due appuntamenti differenti per linguaggi e contenuti, ma accomunati da un interrogativo di fondo: quale spazio riserviamo all'essere umano, ai suoi diritti e alla sua dignità nella società di oggi? Una riflessione in piena sintonia con “Diritti e Rovescio”, il tema scelto per l'edizione 2026, che ha accompagnato le tre giornate del festival.

Ad aprire l'ultima serata è stato “Convivialismo o barbarie? Dialogo tra un economista e un filosofo”, l'incontro che ha visto protagonista Alberto Pirni, professore associato di Filosofia morale alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.
Alberto Pirni sul palco di philosophars 2026
Al centro dell'appuntamento, il convivialismo, una proposta culturale, filosofica e politica che invita a ripensare i rapporti tra gli individui e le comunità, ponendo al centro la cooperazione, il riconoscimento reciproco e la responsabilità collettiva. Un'alternativa alle derive individualistiche e alle crescenti disuguaglianze che attraversano le società contemporanee.

Il tema richiama direttamente le riflessioni contenute nel Nuovo Manifesto Convivialista, che propone un modello di convivenza fondato sul rispetto delle differenze, sulla giustizia sociale e sulla necessità di affrontare i conflitti senza trasformarli in sopraffazione. Una prospettiva che si intreccia con gli ambiti di ricerca di Pirni, in particolare con la sua riflessione etica e politica sulle condizioni del vivere insieme.

Ne emerge una domanda che riguarda da vicino il nostro presente: può una società definirsi giusta quando le condizioni di partenza continuano a determinare le possibilità di realizzazione delle persone? Un interrogativo che va oltre la dimensione economica e chiama in causa il valore della solidarietà, della partecipazione e della responsabilità verso gli altri.

Dalla riflessione filosofica, la serata è poi passata al linguaggio delle immagini con “Caravaggio Ritrovato”, l'appuntamento affidato a Benedetta Colombo, divulgatrice d'arte conosciuta sui social come benedetta.artefacile.

Attraverso un racconto accompagnato da immagini e proiezioni, Colombo ha guidato il pubblico alla scoperta dell'universo artistico di Michelangelo Merisi, uno dei protagonisti più rivoluzionari della storia della pittura.
benedetta colombo artefacile
Un artista che ha infranto le convenzioni del proprio tempo, portando sulle tele un'umanità concreta, fatta di persone comuni, volti segnati dalla vita quotidiana, emozioni autentiche e profonde contraddizioni. Nelle opere di Caravaggio, il sacro incontra la realtà e la luce diventa lo strumento attraverso il quale emergono fragilità, tensioni e sentimenti.

Il collegamento tra i due appuntamenti conclusivi assume così un significato particolare. Da una parte il convivialismo, con la ricerca di una società capace di riconoscere le differenze senza trasformarle in disuguaglianze; dall'altra Caravaggio, con uno sguardo artistico che restituisce centralità e dignità anche a figure considerate marginali.

Un passaggio dalla filosofia all'arte che ha rappresentato una sintesi efficace dello spirito di PhilosophArs: utilizzare linguaggi differenti per interrogare il presente, stimolare il pensiero critico e offrire nuove prospettive sulla condizione umana.

La serata di domenica ha completato il programma della manifestazione, iniziata venerdì 9 ottobre e proseguita sabato 10, tra dialoghi filosofici, approfondimenti culturali e proposte artistiche.

Organizzato da Legato a Mano ATC, in collaborazione con il Comune di Castellana Grotte e Grotte di Castellana srl, con il patrocinio dell'Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” – Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica e il coordinamento scientifico di Paolo Ponzio, il festival ha confermato la propria vocazione a creare occasioni di confronto e partecipazione culturale.

Si chiude così un'ottava edizione che ha trovato proprio nei suoi ultimi due appuntamenti una significativa sintesi del percorso proposto: dalla necessità di costruire relazioni sociali più giuste alla capacità dell'arte di raccontare la complessità dell'essere umano.

Perché, in fondo, tanto la filosofia quanto la pittura di Caravaggio ci invitano a compiere lo stesso esercizio: guardare oltre le apparenze, riconoscere l'altro e interrogarci su ciò che rende una società davvero umana.