Il riconoscimento premia un'opera nella quale la dimensione narrativa si intreccia con quella introspettiva, conducendo il lettore attraverso alcuni dei sentimenti più profondi dell'esperienza umana. Amore, perdita, lutto e memoria diventano nel libro occasioni per interrogarsi sul tempo, sui legami e sulle tracce che le persone e gli avvenimenti lasciano nella nostra esistenza.
La Giuria ha motivato il conferimento del Premio sottolineando la capacità dell'autore di servirsi di “metafore e riflessioni filosofiche di grande efficacia narrativa” per affrontare temi universali, riconoscendo nella scrittura di Cannito una possibilità di elaborazione e di conoscenza.
Il Premio della Critica assume così un significato particolare per La mia ultima stella cadente: non soltanto un riconoscimento alla qualità della narrazione, ma anche all'idea di una letteratura capace di attraversare le fragilità dell'esistenza senza sottrarsi alle domande che esse pongono.
Nel percorso di Fernando Cannito, questo risultato rappresenta inoltre un momento di attenzione da parte di una giuria letteraria nei confronti di un'opera che affida alla parola il compito di custodire ricordi, sentimenti ed esperienze, trasformandoli in una storia capace di raggiungere il lettore sul terreno comune delle emozioni.
La XVIII edizione del Premio “Nicola Zingarelli” ha dunque aggiunto un nuovo riconoscimento al percorso del romanzo e del suo autore, portando La mia ultima stella cadente all'attenzione della critica letteraria attraverso un premio che ne ha individuato soprattutto la capacità di unire racconto e riflessione.
Per Cannito, il premio è anche un invito a proseguire lungo quella strada in cui la narrativa non si limita a raccontare ciò che accade e prova a comprendere ciò che rimane.