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Conservatorio - Inammissibile il reintegro della Dr.ssa Troilo

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Attualità

Il Tribunale di Bari, ha accolto il ricorso per opposizione della Fondazione, dichiarando inammissibile il ricorso promosso dalla dott.ssa Troilo e la successiva reintegrazione disposta dal Giudice della fase sommaria.

Conservatorio_S_Maria_degli_angeliPutignano Ba - Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota del 27 luglio 2015 della Fondazione Conservatorio Santa Maria degli Angeli, relativa agli sviluppi sulla controversa reintegrazione nel suo posto di lavoro della Dr.ssa Paola Troilo



Egregio Direttore,

è fermo intendimento di questo Consiglio di Amministrazione fornire una versione chiara ed obiettiva sull’esito (positivo) dell’opposizione spiegata dalla Fondazione avverso l’ordinanza che, in primo momento, aveva disposto la reintegrazione della dott.ssa Troilo nel suo posto di lavoro.

Tanto al fine di evitare, in primis, la diffusione di notizie non del tutto veritiere e, in secondo luogo, per prevenire atti speculazione e/o sciacallaggio mediatico (riferito a quelle testate avvezze a tali condotte deontologicamente discutibili n.d.r.).

Con la sentenza n°4285/2015 del 09/07/2015, il Tribunale di Bari, in persona del Giudice del lavoro, dott. G. Minervini, ha accolto l’opposizione predisposta per la Fondazione dall’avv. Antonello V. DAPRILE, dichiarando inammissibile il ricorso promosso dalla dott.ssa Troilo e la successiva reintegrazione disposta dal Giudice della fase sommaria.

La motivazione espressa nella sentenza legittima, sia pur indirettamente, la linea di condotta seguita dal Consiglio di Amministrazione che, al precipuo scopo di evitare l’aggravarsi di una situazione economico-finanziaria pesantemente deficitaria per l’ente (tale da comprometterne la stessa esistenza), decideva, sia pur a malincuore, di cessare tutte le attività didattiche e socio-educative sino ad allora svolte.

Ciò non di meno, coerentemente con le proprie finalità statutarie, la Fondazione ha cercato di affidare a soggetti esterni – totalmente autonomi – lo svolgimento dei servizi socio-educativi in precedenza svolti.

Del resto, la natura pacificamente non lucrativa e non imprenditoriale dell’attività svolta dalla Fondazione (così come accertata nella sentenza) non giustificava la ostinata prosecuzione di attività, sì meritorie, ma i cui costi complessivi (rivenienti soprattutto da un personale sovradimensionato, assunto dalle precedenti gestioni) erano economicamente e finanziariamente insostenibili a fronte delle entrate correnti.

Su questo specifico aspetto, la sentenza recita testualmente:

“tale previsione statutaria (l’incompatibilità del perseguimento di utili con le finalità socio assistenziali ed educative statutariamente sancite n.d.r.] non è smentita dalla esternalizzazione del servizio di scuola materna e di centro socio educativo, per arginare le perdite connesse alla gestione diretta di essi. Tale scelta non è applicativa del criterio di economicità della gestione – per altro esclusa in sede statutaria - e quindi funzionale a produrre utili così da arginare le perdite al fine di conseguire un tendenziale pareggio perdite – ricavi, ma è sintomatica della volontà di voler rimediare alle perdite pregresse la cui persistenza ed aggravamento nel tempo è evento idoneo ad attentare all’esistenza dello stesso ente: il progressivo incremento della debitoria costituisce invero evento ostativo al perseguimento delle finalità istituzionale non lucrativa.”

E’ innegabile la soddisfazione del Consiglio per una sentenza che oltre ad essere confermativa della legittimità delle dolorose scelte operate dalla Fondazione, esclude, allo stesso tempo, la mancanza di qualsivoglia intento, anche lontanamente persecutorio nei riguardi di chicchessia.

Questa soddisfazione, tuttavia, mitiga solo in parte il rammarico per le campagne denigratorie e persecutorie di cui l’ente ed i suoi rappresentanti sono stati oggetto nell’ultimo biennio a causa di una normale vicenda lavorativa la cui eco, tuttavia, è stata strumentalmente amplificata ad di là di ogni decenza e ragionevolezza, per motivi che, evidentemente, trascendono la vicenda lavorativa stessa.

Sino all’ultimo momento, la Fondazione ha cercato in tutti i modi di preservare, nei limiti del possibile, l’occupazione dei propri dipendenti e sino a pochi giorni prima della emissione della sentenza in oggetto, ha cercato di pervenire ad una definizione transattiva della vicenda.

Una soluzione che, a tutt’oggi, la Fondazione auspica proprio al fine di evitare un prevedibile quanto strumentale stillicidio di ulteriori iniziative giudiziarie in danno della scrivente.

Persuaso della genuinità delle sue scelte, questo Consiglio continuerà a lavorare nella stessa direzione, conscio che una Fondazione sana costituisce un valore aggiunto per tutta la comunità cittadina.

Cordiali saluti,

Putignano, 28/07/2015, F.to Il Consiglio di Amministrazione Fondazione “Conservatorio S. Maria degli Angeli”