L'inchiesta della polizia di Putignano, avviata dalla denuncia di Arca Puglia Centrale, ha portato alla richiesta di processo per una presunta truffa legata all'edilizia popolare. La decisione spetterà alla gip De Simone nel 2027.
Falsi certificati di residenza, apparentemente provenienti dall’Arca Puglia, sarebbero stati inviati ai Comuni di Putignano, Bari e Gravina per legittimare l’occupazione di case popolari. A creare i documenti e la finta casella PEC urp.arcapuglia@gmail.com sarebbe stata una coppia di Putignano, assistita dall’avvocato Roberto Loizzo, per la quale oggi è stato chiesto il rinvio a giudizio.
Il pm del tribunale di Bari Claudio Pinto ha chiesto il processo anche per altre 21 persone, che avrebbero partecipato a vario titolo alla truffa, commissionando alla coppia i certificati grazie ai quali avrebbero ottenuto indebitamente i benefici relativi al domicilio nell’alloggio di edilizia popolare nei tre comuni del Barese.
I reati contestati sono falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative, falsità materiale commessa dal privato, invasione di edifici, falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri. I fatti sarebbero avvenuti nel 2022 e nel 2023.
Le indagini, condotte dagli agenti del commissariato di Putignano con l’ausilio dei colleghi della Polizia postale, sono partite dalla denuncia della dirigente del settore amministrativo e responsabile prevenzione anticorruzione e trasparenza di Arca Puglia Centrale e sono proseguite fino alla richiesta di rinvio a giudizio, sulla quale deciderà la gip Anna De Simone nell’udienza del 10 marzo 2027.