Il movimento pacifista internazionale nato a Gerusalemme nel 1988 ha ripreso slancio dopo il genocidio a Gaza. Il collettivo putignanese si riunisce davanti al Teatro Comunale dalle 17.45 alle 18.45. «Non possiamo restare indifferenti».
Putignano - Da circa due mesi, ogni venerdì pomeriggio, dalle 17.45 alle 18.45, un gruppo di cittadini si ritrova nei pressi del Teatro Comunale di Putignano per partecipare alla manifestazione silenziosa delle “Donne in Nero”.
Si tratta di un movimento pacifista internazionale nato a Gerusalemme nel 1988 da un gruppo di donne israeliane che protestavano contro l’occupazione dei territori palestinesi e l’uccisione di civili.
Negli ultimi due anni, il movimento ha ripreso un forte slancio in tutto il mondo, anche a seguito del genocidio tuttora in atto a Gaza, e gruppi come quello putignanese sono attivi anche in molte località vicine come Bari, Monopoli e Mola di Bari.
A Putignano, i partecipanti – uomini e donne – stanno fermi e in silenzio per un’ora, sventolando bandiere e reggendo cartelli, per manifestare in favore di una cultura di pace contro tutte le guerre, visto che nel mondo sono attivi più di cinquanta conflitti armati, e soprattutto contro quella “politica di guerra” che sta ispirando i governi di tanti paesi, compreso il nostro. Il gruppo spiega che la guerra non è più solo minacciata, ma sempre più spesso agita, ed è tornata a essere lo strumento per affrontare le controversie internazionali, lo strumento con cui le superpotenze vogliono imporre il loro dominio.
Inoltre, si è aperta una fase politica inquietante con una generalizzata corsa al riarmo, che rende sempre più probabile un nuovo conflitto mondiale. Le “Donne in Nero di Putignano” raccontano che molti di quelli che le vedono manifestare solidarizzano, mentre altri dicono che serve a poco o nulla; ma loro rispondono che serve a testimoniare la propria opposizione e che non si può rimanere indifferenti di fronte alla barbarie dilagante che sta portando guerra e morte ovunque. Si chiedono come si possa tacere davanti alle decine di migliaia di donne, uomini e bambini uccisi con volontà genocidaria a Gaza e in Cisgiordania, davanti alle centinaia di migliaia di morti in Libano, Iran, Ucraina, davanti a questo crollo della civiltà.
Per questo lanciano un appello: tutte le persone di buona volontà si uniscano e si impegnino contro questo orrore, facciano sentire la loro voce, si mobilitino e si espongano per non scivolare da sonnambuli verso una situazione di non ritorno.
E invitano chiunque abbia a cuore la pace, il futuro del pianeta e dei propri figli, e forse la sopravvivenza stessa del genere umano, a venire a manifestare con loro ogni venerdì al Teatro Comunale, perché chi vuole la pace deve ricercarla, testimoniarla e prepararla continuamente, qui e ora, ripudiando la guerra.