Per l'ospedale di Putignano, come annunciato a dicembre dell'anno scorso, l’arrivo della nuova risonanza magnetica rappresenta un ritorno atteso da oltre un decennio. L’ospedale aveva già ospitato una RMN dal 2002 al 2013, anno in cui fu dismessa. Con il nuovo macchinario, la struttura torna ad avere un servizio fondamentale per la diagnostica avanzata, riducendo i disagi dei pazienti costretti a spostarsi altrove.
«Grazie a questi investimenti manteniamo gli impegni presi con le comunità locali – ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano – portando in diversi ospedali macchine di ultima generazione che garantiscono diagnosi migliori e un accesso equo alle cure».
Anche l’assessore alla Sanità, Raffaele Piemontese, ha sottolineato l’impatto positivo delle nuove apparecchiature: «L’innovazione tecnologica consente di ridurre concretamente i tempi di attesa e di offrire ai cittadini esami rapidi e affidabili vicino casa».

Il direttore generale della ASL Bari, Luigi Fruscio, ha ricordato che le nuove risonanze si inseriscono in un programma che ha già permesso di rinnovare gran parte del parco tecnologico: «Investire in soluzioni innovative significa investire in salute, aumentando quantità e qualità delle prestazioni per i cittadini».
Parallelamente, fino a fine anno il Dipartimento di Radiodiagnostica ha programmato oltre 2.500 risonanze aggiuntive negli ospedali di Altamura, Di Venere, San Paolo e Monopoli, con aperture serali fino alle 23 e attività anche la domenica, nell’ottica di abbattere le liste d’attesa.
Per Putignano, dunque, un ritorno di grande importanza che si unisce alle altre novità tecnologiche già introdotte, come il robot ortopedico per la chirurgia protesica e i microscopi chirurgici per Oculistica.