L'inchiesta della Guardia di finanza sul crack della società ittica coinvolge sette persone e una società, con accuse che vanno dalla bancarotta fraudolenta all'autoriciclaggio. Il gip ha respinto le misure cautelari personali. 

Taranto, fallimento Starfish: sequestrati beni per 1,2 milioniBeni per 1,2 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza di Taranto nell'ambito dell'inchiesta sul fallimento della Starfish, che vede indagate sette persone e una società per bancarotta fraudolenta, occultamento di scritture contabili, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e autoriciclaggio.

Tra gli indagati figura Michele Ciaccia, 53 anni, ritenuto dagli investigatori il presunto dominus occulto della società fallita e della Matildefish, considerata la prosecuzione della prima.

Secondo la ricostruzione del Nucleo di polizia economico-finanziaria, i beni della Starfish sarebbero stati trasferiti solo formalmente alla nuova società attraverso operazioni simulate, con l'obiettivo di sottrarli ai creditori.

Attrezzature risultavano destinate alla Romania, nella zona di Brasov, ma sarebbero rimaste nel Mercato ittico di Taranto. Fittizia sarebbe stata anche una società lombarda indicata come acquirente.

Nell'inchiesta sono confluite intercettazioni che documenterebbero contatti di Ciaccia durante la detenzione in carcere con due familiari per concordare le indicazioni da fornire agli investigatori.

Il gip Gabriele Antonaci ha disposto il sequestro preventivo dei beni, ma ha respinto la richiesta di misure cautelari personali per assenza dei presupposti necessari.