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25 Aprile: la Festa della Liberazione nelle parole di Piero Liuzzi

Scritto da Redazione

Riceviamo e pubblichiamo con piacere il messaggio dell'ex senatore nocese Piero Liuzzi, intitolato: La civile consuetudine di onorare la Festa della Liberazione

Sui basoli del borgo antico del mio paese le stratificazioni della cronaca e della storia si fanno passi impronte punto è nella comoda guerra dei Pinello che diciamo di voler vincere non deve sfuggire ci l'opportunità di rinascere a sentimenti nuovi abbandonando il legno vecchio e coltivando il legno nuovo.



L'Alba del 25 Aprile di spieghi i valori civili della Resistenza sulle pietre del selciato sollecitando modelli innovativi di ripresa tra ricordi strazianti di camere Intensive e immagini domestiche di figli e madri padri e fratelli teneramente insieme.
Ognuno di noi ritrovi tra i vicoli delle nostre meravigliose città le ragioni antiche e le spinte e moderne della Liberazione. (Piero Liuzzi parlamentare della XVII legislatura).



Il 25 aprile è il giorno in cui ogni anno in Italia si celebra la Festa della Liberazione dal nazifascismo, avvenuta nel 1945. L’occupazione tedesca e fascista in Italia non terminò in un solo giorno ma si considera il 25 aprile come data simbolo, perché quel giorno del 1945 coincise con l’inizio della ritirata da parte dei soldati della Germania nazista e di quelli fascisti della repubblica di Salò dalle città di Torino e di Milano, dopo che la popolazione si era ribellata e i partigiani avevano organizzato un piano coordinato per riprendere le città.

La decisione di scegliere il 25 aprile come “festa della Liberazione” (o come “anniversario della Liberazione d’Italia”) fu presa il 22 aprile del 1946, quando il governo italiano provvisorio – il primo guidato da Alcide De Gasperi e l’ultimo del Regno d’Italia – stabilì con un decreto che il 25 aprile dovesse essere “festa nazionale”.

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