Attualità

Putignano, tavola rotonda su disabili e lavoro

Scritto da Graziana Intini

Legge 68, tra deroghe e scarsi controlli. Sono 18.838 i disabili iscritti nella provincia di Bari ed il numero complessivo di categorie protette attualmente è di 19.763. Situazione aggiornata (solo) al 31 dicembre 2010

Putignano (Ba) - La Consulta Pari Opportunità del comune di Putignano, nell'ambito delle iniziative promosse dal gruppo tematico "Lavoro", lunedì 23 aprile 2012 alle ore 18,00 presso la sala consiliare comune di Putignano ha presentato una tavola rotonda sul tema: "Inserimento lavorativo dei diversamente abili e stato di attuazione della legge 68/99 a Putignano: tecnici e politici a confronto".


Tutti d'accordo nell'ammettere che crescono i disabili in cerca di lavoro, le leggi ci sono per favorirli, ma gran parte delle aziende sfuggono agli obblighi.La crisi economica poi non discrimina, anzi sì. Perché in tempi di vacche magre, poche imprese assumono nuovo personale e quelle in maggior difficoltà possono chiedere la deroga all’obbligo di coprire la quota minima del 7% di dipendenti con handicap imposta dalla legge 68/99.


Antonio Mele, funzionario provinciale di Bari e Responsabile Ufficio di collocamento, si è così espresso: "Sono il responsabile di un ufficio che lavora sul fronte quotidianamente e che tratta le varie tipologie di disagio inteso come disabilità, poi la fisica a quella del disabile psichico ricco di tutte le problematiche possibili ed immaginabili. La legge è indivisibile e persegue delle finalità ispirate a dei principi che sono fondamentalmente sacrosanti, ma presenta qualche limite e questo non è un alibi per scaricare responsabilità nel legislatore fermo restando che ci sono delle criticità per la pubblica amministrazione e il suo operato che vanno riviste e migliorate. Esistono due tipologie di avviamenti per disabili: occorrere distinguere il collocamento ordinario da quello obbligatorio; la logica e l'assetto normativo, la strutture dei procedimenti che disciplinano i due collocamenti sono oggi diversi.

Ci sono due tipi di avviamenti: in questo alveo di strumentazioni per l'inserimento lavorativo di disabili, abbiamo l'avviamento numerico e quello nominativo. Le due tipologie di avviamenti vengono distribuite dal legislatore a seconda di quote prestabilite a loro volta dipendenti dalla quota d'obbligo che le aziende hanno. Le aziende che hanno da sedici a trentacinque dipendenti dovrebbero assumere un disabile, quelle che hanno da trentasei a cinquanta, due disabili e le aziende che hanno più di cinquanta dipendenti dovrebbero assumere il 7% rispetto al numero degli occupati.

La base computo è l'esclusione di un onero abbastanza ampio di categorie fra cui contratti a tempo determinato non superiori a 9 mesi, apprendisti e altre categorie. Lo spirito della riforma è quello di ridurre il più possibile le categorie da escludere ai fini della determinazione della base computo. Su questa base computo si va a calcolare la quota d'obbligo. All'interno di queste quote d'obbligo vi sono quote da assumere numericamente e quote che si possono assumere nominativamente.

L'avviamento numerico si basa sulla richiesta da parte dell'azienda di un numero di persone con una determinata qualifica: l'azienda chiede all'ufficio di fornire nominativi di un numero di persone e l'ufficio è vincolato all'ordine di graduatoria che è prestabilito con criteri discrezionali ma con criteri generali.

L'avviamento nominativo si basa sulla libera scelta dell'azienda di individuare il nominativo che può essere anche tra elenchi la cui trasmissione ci chiede nell'ambito del quale è libera di scegliere.

Noi non siamo un'azienda privata, siamo un ufficio pubblico, e l'aspetto migliore è quello dell'imparzialità, nel rispetto della legalità, vogliamo garantire la legalità. Non esiste un diritto soggettivo perfetto in capo a ciascuno dei soggetti disabili, esiste l'obbligo delle aziende di assumere un numero di soggetti disabili o di categorie protette a fronte del quale

Vi è una discrasia tra il numero di posti disponibili che le aziende devono coprire e il numero di iscritti. Noi attualmente abbiamo 18.838 disabili iscritti (parliamo della provincia di Bari). Il numero complessivo di categorie protette attualmente è di 19.763 per una situazione aggiornata al 31 dicembre 2010 perché le graduatorie vengono pubblicate in genere l'anno successivo rispetto all'anno precedente.

I vincoli alle assunzioni per le pubbliche amministrazioni valgono anche per le categorie protette. La pubblica amministrazione ha l'obbligo di eliminare vincoli per assolvere l'obbligo della 68/99."

L'assessore ai servizi sociali, Vito Genco ha iniziato così il suo intervento: "per i soggetti disabili il lavoro è l'ultimo anello che permette loro di reinserirsi nella comunità locale. Noi in Italia abbiamo una buona conduzione normativa per quanto riguarda il collocamento in ambito lavorativo dei soggetti disabili: c'è la legge 68/99.


Per alte percentuali non viene rispettata, però la conduzione normativa è di altissimo livello anche se il problema è che la pratica non è coerente con quello che il legislatore ha prodotto. Non c'è solo la legge 68/99 rispetto a questo tema: è intervenuta successivamente la legge Biagi che permetteva l'attuazione della legge 68.


Le aziende in obbligo possono rispettare l'obbligo di assunzione di soggetti disabili attraverso l'esternalizzazione di pezzi di commessa e cooperative sociali. C'è anche la legge 3/8/1 del 1991 che nacque per promuovere la "promozione" umana attraverso l'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati e tra questi ci sono i disabili.

E per ultima, anche se marginale rispetto a uno scenario legislativo molto articolato, anche la legge sui tirocini formativi, l'ultima manovra finanziaria che ha ridotto drasticamente la possibilità di utilizzo di tirocini ed ha salvato il target di disabili che ancora oggi possono svolgere tirocini formativi per un periodo massimo di 12 mesi, mentre il periodo standard per tutte le altre persone è di 6 mesi.

Il Parlamento da vent'anni a questa parte si interroga e cerca di dare risposte rispetto al tema del intrusione sociale lavorativa di persone deboli, il problema è che in corrispondenza delle norme ci sono nelle prassi che non corrispondono a quello che la legge prevede. Il tema sul quale bisognerebbe forzare la mano cercando di favorire processi culturali nella direzione dell'inclusione sociale, è proprio la promozione culturale dell'inserimento lavorativo delle persone deboli."

Oltre all'assessore Vito Genco e Antonio Mele, durante l'incontro sono intervenuti anche il Sindaco di Putignano, Gianvincenzo Angelini De Miccolis; il prof. Ordinario di Diritto del Lavoro Università di Bari, Pasquale Chieco; Onofrio Resta, Assessore alle Attività produttive della Provincia di Bari.

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