La Nove Colli running è considerata l'ultramaratona su strada più dura d'Italia. Il portacolori dell'ASD Amatori Putignano, Vito Intini, ha sfidato i 9 colli romagnoli per quasi 200 chilometri, con oltre 4.000 metri di dislivello, caldo, freddo, pioggia e notti insonni. All'arrivo, la 15ª posizione assoluta e il titolo di campione italiano di Gran Fondo

Vito Intini Nove Colli RunningPutignano - La “Nove Colli running“ è sicuramente l’ultramaratona su strada più dura e più bella d’Italia ma rientra anche tra le più belle del Mondo.

Si svolge ogni anno a Cesenatico e riprende quasi integralmente il celebre percorso ciclistico. La gara attraversa le colline della Romagna e parte dell’Appennino Tosco-Emiliano. Il tracciato è estremamente impegnativo ed alterna lunghi tratti lungo i quali è possibile correre, a ripide salite.

La corsa nasce nel 1998 da un’idea di Mario Castagnoli, ispirato della Spartathlon greca e dalla volontà di creare una sfida ancora più estrema della 100 Km. del Passatore. Non si tratta quindi di una gara veloce. E’ una sfida personale di gestione della fatica, del sonno, della tenuta mentale ma soprattutto dell’alimentazione, considerato che un’atleta può consumare tra 12.000 e 18.000 Kcal, ed è impossibile “coprire” il fabbisogno necessario per evitare il crollo funzionale durante le 24/30 ore di gara. Sono quindi 9 i colli da “conquistare” prima di giungere al traguardo. Tra questi il Barbotto (colle simbolo della Nove Colli), il Pugliano, alcuni più dolci, altri con pendenza fino al 17% (come l’ultimo, il Rogolo), per un totale di circa 90 Km. di salita ed un dislivello positivo che si avvicina ai 4.000 m. Il tempo limite per concludere la gara è fissato a 30 ore. Non eccessivamente generosi i tempi intermedi degli 8 cancelli posti sul percorso.

La 27^ edizione della Nove Colli running si è svolta tra i giorni di sabato 9 e domenica 10 maggio. L’appello della partenza è stato effettuato nei pressi del canale portuale (disegnato da Michelangelo), la partenza della gara, alle ore 12,00 innanzi il museo Pantani. I partecipanti sono 141, tutti pronti a mettersi in gioco e sognare di far diventare possibile l’impossibile. Tra questi non poteva mancare il portacolori dell’ASD Amatori Putignano, Vito INTINI. La giornata soleggiata e particolarmente calda, ha subito messo a dura prova gli atleti che, nelle prime ore della gara, hanno cercato di proteggersi dal sole, per quanto possibile.

Il calore accumulato dal corpo durante le ore di esposizione al sole ha prodotto i suoi effetti dopo il tramonto; La temperatura è scesa notevolmente e brividi di freddo hanno avvolto gli atleti. Si sono quindi registrati i primi ritiri. Anche Vito Intini accusa il colpo. La reazione dell’intestino è un vero problema, c’è un unica soluzione: evitare di mangiare ed idratarsi costantemente. Questo significa dosare le energie residue e quindi ridurre l’andatura in modo da non “raschiare il barile”….. l’alternativa è il ritiro, anche perché i chilometri da percorrere sono ancora tanti! Dopo 12 ore di corsa, Vito raggiunge il Barbotto. Transita con un margine di alcune decine di minuti rispetto alla chiusura del cancello. Dopo di lui saranno pochi gli atleti a cui sarà consentito di proseguire la gara. Ai successivi cancelli (Ponte Uso 101 Km. e Monte Pugliano 135 Km.), il margine si riduce a pochi minuti; dietro di lui il vuoto.

Finalmente, con le prime luci dell’alba, la smorfia di malessere lascia spazio a quella della naturale stanchezza fisica. In questo momento Vito occupa la 36^ posizione. Mancano ancora 40 Km. al traguardo ma si ricomincia a correre! Finalmente “la macchina perfetta” inizia a mangiare la strada; Il passo diventa sempre più fluido, l’andatura sempre più decisa, si inizia a guadagnare posizioni. Il peggio sembra essere passato ma poco dopo la 24^ ora di corsa, la pioggia, improvvisa, inizia a cadere copiosa; le strade sono invase di acqua, anche la visibilità è ridotta ma oramai nella mente e negli occhi di Vito c’è solo quel traguardo da raggiungere. Gli ultimi Km. si corrono nel traffico cittadino della cittadina situata al centro della Riviera Romagnola.

Suggestivo l’arrivo; si deve percorrere un tratto di arenile prima di passare sotto l’arco del traguardo e ricevere la meritata ovazione da parte di organizzatori, atleti, accompagnatori e soprattutto dell’organizzatore ed ideatore della gara, Mario Castagnoli, sempre presente e pronto ad accogliere gli atleti giunti all’arrivo. Nonostante le tante difficoltà, Vito INTINI taglia il traguardo in 15^ posizione. Il 1° posto di categoria vale il riconoscimento di Campione italiano di Gran Fondo.

Al termine della manifestazione, saranno solo in 37 a concludere la gara nel tempo previsto di 30 ore. Dimostrazione che questo sogno si realizza per pochi!

Il giorno successivo la gara, Vito, ripensando all’esperienza da poco conclusa dice: “la cosa che mi è rimasta impressa sono le lucciole che di notte “illuminavano” il percorso, la solitudine ed il silenzio che ti dissolve in un attimo verso una dimensione celeste. Ti avvicini a Dio. Chiunque sia il tuo Dio! Solo chi l’ha fatta potrà capire cos’è l’ultramaratona. Un viaggio dove il corpo e la mente si disuniscono. Un continuo confronto tra due unità separate per poi sciogliersi al traguardo in simboli di quella forma di vita chiamata Essere Umano”.