Alla cerimonia del 15 ottobre al Museo del Design ADI di Milano, il progetto “alliS – Strategie di allestimento per l’inclusione sociale e la fruizione dell’opera d’arte” è stato selezionato tra le eccellenze italiane del design per il sociale.

compasso doro 2026 selezione recchiaMilano - Nella serata del 15 ottobre 2025, al Museo del Design dell’ADI, sono state annunciate le selezioni ufficiali dell’ADI Design Index 2025, la prestigiosa raccolta dei migliori progetti di design italiani che concorreranno al Compasso d’Oro 2026, il riconoscimento più autorevole nel settore.

Tra i progetti scelti nella sezione Design per il Sociale figura “alliS – Strategie di allestimento per l’inclusione sociale e la fruizione dell’opera d’arte”, diretto dal professor Vincenzo Recchia, designer di Putignano e direttore creativo di Tekmore Studio.


Un modello di design per l’inclusione

Finanziato dall’Università Mercatorum, in collaborazione con La Sapienza di Roma, l’Università Federico II di Napoli e il Policlinico di Milano, il progetto alliS propone un approccio innovativo alla fruizione del patrimonio artistico e museale da parte di persone con disturbi dello spettro autistico e altre disabilità cognitive.

Il cuore della ricerca è il “Kit per Esploratori Museali”, un dispositivo autism-friendly pensato per guidare i visitatori lungo un percorso esperienziale basato su tre azioni chiave – Attraversare, Vedere, Conoscere – accompagnate da mascotte geometriche che favoriscono orientamento e rassicurazione.

Testato con successo presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e la Triennale di Milano, il kit si è dimostrato un modello replicabile in tutte le istituzioni culturali interessate a promuovere una accessibilità partecipata e inclusiva.


Ricerca, innovazione e impatto sociale

Secondo il professor Recchia, la candidatura all’ADI Design Index rappresenta un riconoscimento del valore culturale e sociale della ricerca: «Non considero questa selezione un punto d’arrivo, ma un punto di partenza per continuare a costruire una cultura che non lasci indietro nessuno, dove ogni persona possa vivere l’arte come esperienza autentica e condivisa».

In linea con le direttive del Ministero della Cultura e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, alliS dimostra come il design possa essere uno strumento di inclusione e un ponte tra arte, tecnologia e persone, capace di ridefinire il modo in cui i musei si aprono ai pubblici più fragili.