L'inchiesta della Procura di Bari sull'occupazione abusiva di alloggi popolari nel quartiere San Pio ha portato a sei indagati e a due arresti. Le accuse includono tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e danneggiamento. 

Minacce per occupare case popolari a San Pio: due donne ai domiciliariDue donne sono state arrestate dai carabinieri a Bari con le accuse, contestate in concorso e a vario titolo, di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, danneggiamento e furto aggravato nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Bari contro l'occupazione abusiva di immobili di edilizia residenziale pubblica.

Si tratta di Antonella Barbone, di 31 anni, e Marzia Carella, di 59, la prima nuora della seconda.

Entrambe sono ai domiciliari e sono considerate vicine, da chi indaga, al clan Strisciuglio. Gli indagati sono sei in tutto.

Le indagini dei carabinieri sono iniziate il 27 gennaio scorso, quando sono stati sgomberate diverse abitazioni nel quartiere San Pio a Bari, tra cui due in cui vivevano senza averne i requisiti persone che, secondo gli inquirenti, sarebbero legate al clan Strisciuglio: ovvero il figlio della 59enne e sua moglie. Il successivo 12 giugno, dopo il dissequestro e la restituzione degli alloggi al Comune di Bari, gli appartamenti furono assegnati in base alla graduatoria a due nuclei famigliari di origine straniera.

I nuovi inquilini però avrebbero vissuto un incubo perché pesantemente minacciati in modo che rinunciassero alla casa e sottoposti a richieste estorsive di denaro per presunti lavori che sarebbero stati realizzati durante l'occupazione abusiva. In caso di mancato pagamento, la ritorsione sarebbe stato il danneggiamento della casa, cosa che poi avvenne effettivamente qualche giorno dopo, quando gli interni dell'appartamento furono devastati, con tramezzi sfondati e altri danni agli infissi.

Gli investigatori definiscono quanto successo il 17 giugno "una autentica azione vandalica di matrice ritorsiva" ai danni dei legittimi assegnatari dell'alloggio, in cui "ignoti hanno devastato la struttura demolendo tramezzi e muri divisori, danneggiando gli impianti elettrici e asportando infissi, sanitari e minuteria", spiega una nota in cui si evidenzia che il provvedimento è inserito "nel più ampio quadro di contrasto al fenomeno delle occupazioni abusive degli immobili di Edilizia residenziale pubblica nel territorio barese".