L'ex senatore e assessore regionale è morto a 77 anni in un hospice del Barese. Dalla lunga militanza socialista all'assessorato alla Sanità con Vendola, fino all'approdo in Senato e alle vicende giudiziarie.
Si è spento nella mattinata di domenica 2 agosto, all'età di 77 anni, Alberto Tedesco, una delle figure più rappresentative del socialismo pugliese.
Malato da tempo, l'ex senatore e assessore regionale è scomparso in un hospice del Barese, stroncato da un tumore che non gli ha lasciato scampo. Originario di Bari, Tedesco lascia un vuoto profondo nella politica regionale, della quale è stato protagonista per oltre quarant'anni.
Gli esordi e la lunga militanza socialista
La carriera politica di Tedesco inizia nel 1985, quando viene eletto per la prima volta consigliere regionale della Puglia. Da quel momento, la sua storia si intreccia indissolubilmente con quella del Partito Socialista Italiano e delle sue successive evoluzioni. Nel corso degli anni, Tedesco ha attraversato diverse formazioni politiche: dopo l'esperienza con Amato e la breve stagione della Federazione Laburista, è stato tra i fondatori dello Sdi, i Socialisti Democratici Italiani. Nel 2001 fuoriuscì dallo Sdi per dare vita ai Socialisti Autonomisti, con i quali si presentò nuovamente alle elezioni regionali.
Il decennio con Vendola e l'assessorato alla Sanità
È con l'arrivo di Nichi Vendola alla guida della Regione Puglia che Tedesco vive i dieci anni più importanti della sua carriera. Nel 2005 viene nominato assessore alla Sanità, un incarico di grande peso che lo rende uno dei rappresentanti più influenti di quella giunta. Tuttavia, il suo mandato da assessore si conclude bruscamente nel 2009, quando si dimette a seguito delle notizie di un'indagine a suo carico sugli appalti.
L'approdo al Senato e la battaglia per l'arresto
Proprio nel 2009, nonostante le difficoltà giudiziarie, Tedesco riesce ad approdare a Palazzo Madama. Subentra a Paolo De Castro, eletto al Parlamento europeo, e diventa senatore con il Partito Democratico. È al Senato che si gioca la partita più delicata della sua parabola politica. Quando la Procura di Bari chiede il suo arresto per associazione a delinquere, Tedesco compie un gesto clamoroso: interviene in Aula chiedendo ai colleghi di concederlo. La richiesta, tuttavia, viene respinta dall'assemblea. Solo dopo la scadenza del mandato parlamentare, nel 2013, Tedesco viene sottoposto agli arresti domiciliari per una dozzina di giorni. In seguito, verrà assolto da tutte le accuse, con alcune prescrizioni.
Per lungo tempo, Alberto Tedesco è stato considerato il "padre politico" di Antonio Decaro. Fu lui, nel 2004, a proporre il giovane ingegnere come assessore comunale al Traffico nella giunta di Michele Emiliano. Un rapporto che però si è raffreddato negli anni, fino allo schieramento di Tedesco a favore del candidato del centrodestra alle comunali di Bari del 2014. Negli ultimi tempi, la sua tempra brillante è stata scalfita anche da tragedie familiari, con la scomparsa della moglie e di un figlio. Nonostante tutto, ha continuato a fare politica dietro le quinte, restando un lucido osservatore del suo tempo.
La notizia della scomparsa ha suscitato un coro unanime di cordoglio. Il presidente dell'assemblea regionale Toni Matarrelli ha ricordato come "con la sua scomparsa la Puglia perde una figura di primissimo piano della storia politica e istituzionale del territorio". Il sindaco di Bari Vito Leccese ha sottolineato come Tedesco, "barese, socialista per formazione e convinzione, per oltre quarant'anni ha animato il dibattito pubblico con passione". I funerali si terranno lunedì 3 agosto nella chiesa di San Ferdinando a Bari.