Il GIP del Tribunale di Trani ha convalidato il sequestro preventivo d’urgenza eseguito dalla Guardia di Finanza della Compagnia di Andria, disponendo il sequestro di un intero opificio destinato a marmeria.
Il GIP presso il Tribunale di Trani, su richiesta della Procura, ha convalidato il sequestro preventivo d’urgenza eseguito dalla Guardia di Finanza della Compagnia di Andria e disposto il sequestro preventivo di un intero opificio destinato a marmeria.
In particolare, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Barletta – Andria – Trani, hanno scoperto alla periferia di Andria uno stabilimento in cui venivano lavorate pietre e marmi, in assenza di permessi e titoli autorizzativi e con lavoratori in nero. L’insediamento produttivo insiste su un’area di oltre un ettaro ed è composto da più immobili e capannoni abusivi, costruiti e utilizzati per l’attività in totale assenza delle necessarie autorizzazioni amministrative.
L’intervento è scaturito all’esito di un attento controllo economico del territorio da parte dei Finanzieri della Compagnia di Andria finalizzato ad individuare e contrastare tutte le forme di economia sommersa, abusivismo commerciale e concorrenza sleale.
Grazie a servizi di osservazione e pedinamento sulle principali rotabili cittadine, sono state raccolte informazioni sufficienti a far scattare l’accesso in un’area in periferia e accertate numerose violazioni in materia edilizia, ambientale, fiscale, di lavoro e di sicurezza sul lavoro.
Infatti, la perquisizione ha permesso di individuare: 6 capannoni fatiscenti, realizzati, senza permessi, in ferro e lamiere, di circa 750 metri quadrati totali, adibiti alla lavorazione di marmi e pietre in assenza di qualsiasi misura sul piano della sicurezza nei luoghi di lavoro. Lo spogliatoio degli operai era stato allestito in un container, il bagno fatto di lamiera. Per meglio delineare le violazioni commesse in materia di sicurezza sul lavoro è stata fondamentale la ricognizione eseguita dall’unità specializzata dello SPESAL dell’ASL di Barletta. Scoperto un piazzale di circa 10.000 mq pavimentato e circondato da reti e blocchi di cemento in assenza di autorizzazione; 2 aree, di circa 550 metri quadrati trasformate in discariche abusive destinate all’accumulo incontrollato di scarti delle lavorazioni, pneumatici e rottami di ogni genere; 1 vascone, di circa 50 metri quadrati abusivamente adibito all’accumulo incontrollato di fanghi e liquami, in parte sversati su un terreno adiacente non coibentato, con conseguente contaminazione del suolo e, verosimilmente, della falda acquifera; 2.000 litri di gasolio per uso in agricoltura/pesca detenuto in assenza di qualsiasi titolo o autorizzazione e custodito in violazione delle norme antincendio; 1 immobile, tipo villetta, di circa 200 metri quadri, completamente abusiva. Tutti elementi sufficienti a ritenere che ricorressero più ipotesi di reato, per cui è stata avvertita la Procura di Trani che ha richiesto al GIP il sequestro dell’area. Il titolare dell’attività è stato denunciato alla stessa Autorità Giudiziaria di Trani.
Sono state poi avviate ulteriori verifiche tese alla tutela dei lavoratori ed alla bonifica dell’area inquinata.