Un'operazione congiunta tra Guardia di Finanza, Dogane, Capitaneria e ASL blocca allo scalo brindisino un carico di 20 tonnellate di cozze nere provenienti dalla Grecia. Il prodotto proveniva da un'area vietata per presenza di fitoplancton tossico.
Nell’ambito delle attività di vigilanza e controllo delle merci in arrivo presso lo scalo brindisino, finanzieri di Brindisi con funzionari dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli, Guardia Costiera e Servizio Veterinario “SIAV B” della ASL di Brindisi, è stata intercettata e bloccata al porto di Brindisi un’ingente partita di cozze nere potenzialmente pericolose per la salute umana.
La vicenda trae origine da un'attività di ispezione e controllo che ha permesso di ritrovare all’interno di un mezzo refrigerato, proveniente dal porto greco di Igoumenitsa, circa 20 tonnellate di cozze nere (Mytilus galloprovincialis) destinate al mercato italiano. Gli accertamenti effettuati hanno evidenziato che parte dei mitili provenivano da una zona della Grecia attualmente sottoposta a rigorose restrizioni sanitarie dalle autorità greche e da cui è vietata qualsiasi attività di raccolta e commercializzazione di molluschi per il consumo umano a causa della presenza di fitoplancton tossico, sostanza potenzialmente nociva e pericolosa per la salute.
Per questo motivo, l’immissione sul mercato di tale prodotto avrebbe potuto rappresentare un serio rischio sanitario per i consumatori. Pertanto, l’Autorità sanitaria intervenuta, applicando il principio di precauzione previsto dall’articolo 7 del Regolamento (CE) n. 178/2002, ha disposto l’immediato blocco e il respingimento dell’intero carico, impedendo, così, l’immissione in consumo sul territorio nazionale.