Nel Monastero di San Benedetto, seconda giornata del festival di divulgazione scientifica. Dalla rivista “Sapere” al dibattito su lavoro e algoritmi, fino alla lezione di Marilena Di Tursi sulle figure del lavoro nell’arte. Presenti studenti, docenti e ricercatori.

lector in scienza 2026Deve e può la scienza parlare a tutti? E in quanti modi la scienza interviene nella vita di ogni giorno?

Se ne parla oggi nel corso del primo appuntamento della seconda giornata di Lector in Scienza, il festival di divulgazione scientifica promosso e organizzato dalla Fondazione 'Giuseppe Di Vagno (1889-1921)' in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e Rai Radio3.
Alle 10  nella sede della Fondazione Di Vagno, nel Monastero di San Benedetto a Conversano, l’incontro 'Sapere. Una scienza che parla a tutti'  ha al centro la più antica rivista di divulgazione scientifica italiana fondata nel 1935.

Sin dalla sua nascita, 'Sapere' ha risposto alla domanda di un sapere scientifico rigoroso ma allo stesso tempo chiaro e comprensibile, accende i riflettori sull’attualità scientifica e la storia delle idee, fa nascere nei lettori interrogativi utili a sviluppare il senso critico, senza mai dimenticare il legame fra la scienza e le sue scoperte, e fra la società e i suoi membri.

A seguire, l’ascolto di altri podcast che concorrono alla quarta edizione del concorso 'In un cielo lontano – Premio Rossella Panarese' realizzato in collaborazione con Rai Radio3. La scienza non è solo laboratori e scoperte: è anche un modo di guardare il mondo, di costruire ponti tra culture diverse, di cercare la verità oltre i confini e i conflitti. Gli studenti e le studentesse partecipanti, insieme, si sono chiesti se la scienza può ancora salvarci? Lo riveleranno i gruppi di lavoro provenienti dall’IPS Giulia Monteleone di Conversano e dal’IISS Alpi Montale di Rutigliano.

Nel pomeriggio, dalle 18.00, una grande pagina dedicata al lavoro. 'Pellizza e noi. Il Quarto Stato non si ferma'” è il titolo dell’incontro che vede protagonisti Maurizio Del Conte, professore di Diritto del lavoro all’Università Bocconi di Milano e pronipote di Pellizza da Volpedo e Marina Comei docente di Storia economica all’Università degli Studi di Bari, in dialogo con Cristiana Castellotti responsabile programmi di approfondimento di Rai Radio3. 

'Tutto cambia o forse nulla. AI e convivenza umana' nell’appuntamento delle 19, in collaborazione con l’Università di Bari, con Marco de Gemmis associato al Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Bari e Leonardo Palmisano sociologo, docente all’Università di Foggia e scrittore moderati da Marco Motta. 
La seconda giornata di Lector in Scienza si conclude con l’appuntamento delle 20.00, una grande lezione della storica e critica dell’arte Marilena Di Tursi. 'Figure del lavoro. Dal soggetto collettivo al corpo algoritmico' è il titolo dell’incontro in cui si parlerà dell’arte che da sempre racconta il lavoro: dalle pitture rupestri ai calendari medievali, dai contadini di Bruegel alle spigolatrici di Millet. Ma renderlo visibile non è mai stato un atto neutro. È sempre stata una scelta politica e culturale, e spesso un atto sovversivo. Le opere che mettono in luce il lavoro, non lo idealizzano, non lo nascondono. Esattamente come oggi la fotografia documentaria, il cinema del reale, la letteratura delle periferie industriali, la street art nei quartieri operai, stanno cercando nuovi linguaggi per raccontare un lavoro che ha cambiato faccia ma non ha cambiato la sua natura più profonda.