Le Fiamme Gialle di Bari hanno eseguito un decreto del Gip di Roma su richiesta della Procura. Gli indagati avrebbero falsificato le date di entrata in esercizio di tre impianti in provincia di Caserta per ottenere tariffe incentivanti più alte.
Bari - I finanzieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma su richiesta della Procura, di denaro, beni mobili e immobili, per un valore complessivo di oltre 55 milioni di euro.
I soggetti destinatari del provvedimento cautelare, una società con sede in provincia di Milano, il suo rappresentante e la società controllante residente nei Paesi Bassi, sono ritenuti responsabili di indebita percezione di erogazione pubbliche per aver beneficiato di risorse non dovute connesse alla produzione di energia elettrica tramite impianti fotovoltaici realizzati in provincia di Caserta. L’attività rappresenta l’epilogo di complesse investigazioni economico-patrimoniali, svilup
L’indebita percezione di erogazioni pubbliche costituisce presupposto anche per l'applicazione della responsabilità amministrativa della società milanese coinvolta. Gli sviluppi investigativi hanno poi consentito di estendere la responsabilità anche alla sua controllante con sede in Olanda, in ragione del fatto che l’illecito è stato commesso anche nell’interesse della società non residente nonché dell’appurata sostanziale coincidenza degli amministratori delle due entità giuridiche.
Alla luce di quanto emerso, su richiesta della Procura di Roma, il Gip ha disposto il sequestro preventivo di beni, sia in forma diretta che per equivalente, fino a concorrenza di 55.851.713,90 euro, pari all'ammontare del profitto del reato contestato. Sono iscritte nel registro degli indagati, a vario titolo, quattro persone fisiche e le due società.