Cisterne, pompe, contalitri e un'area industriale trasformata in una centrale del carburante illegale. A Taranto e Statte, i finanzieri hanno smantellato un vero e proprio distributore abusivo di benzina, gasolio e, soprattutto, carburante per aerei
Nell'ambito del contrasto al contrabbando di oli minerali, sviluppatesi negli ultimi giorni nella provincia ionica, i finanzieri del Comando Provinciale di Taranto, in coordinamento con la Procura, sono stati sequestrati a Taranto e a Statte, oltre 30mila litri di carburante di illecita provenienza, destinato ad essere immesso clandestinamente sul mercato locale.
Il prodotto petrolifero sequestrato - benzina, gasolio per autotrazione, carburante cosiddetto “avio” e gasolio agricolo, quest’ultimo ad accisa ridotta destinato esclusivamente alle imprese agricole - era stoccato in cisterne di acciaio e di plastica, alcune di grandi dimensioni, dotate di pompe elettriche per il travaso del liquido e di dispenser erogatori muniti di contalitri, idonei per essere utilizzati come veri e propri distributori abusivi di carburante per il rifornimento di autoveicoli.
In particolare, il carburante 'avio', altamente infiammabile, che per le sue caratteristiche chimiche alimenta i motori degli aeromobili, miscelato con il gasolio e immesso nei serbatoi delle autovetture avrebbe comportato gravi rischi sia per l’ambiente che per la sicurezza della circolazione stradale, con conseguenti danni rilevanti ai veicoli dei consumatori. Nel corso dell’attività, sono stati sottoposti a sequestro anche una motrice e un semirimorchio-cisterna oltre ad un’area di 3.900 metri quadrati, nonché sette box all’interno dei quali sono state rinvenute le predette cisterne. Otto le persone denunciate alla Procura della Repubblica di Taranto per i reati di sottrazione all'accertamento o al pagamento dell'accisa sui prodotti energetici e irregolarità nella circolazione previsti e puniti dagli artt. 40 e 49 del D. Lgs. n. 504/95 e per inosservanza delle prescrizioni normative antincendio.