Non è finita. Dopo l'assoluzione in appello che aveva ribaltato la condanna a 7 anni, la Procura generale di Bari ha deciso di portare il caso di "zia Martina" davanti alla Cassazione. I giudici dovranno ora stabilire se i video girati in un "contesto privato" con un quindicenne configurino o meno il reato di pornografia minorile

cassazioneLa procura generale di Bari ha presentato ricorso in Cassazione contro l'assoluzione di secondo grado di Daniela Casulli, nota come “zia Martina” la sexy prof originaria di Brindisi, immortalata in video hot con un ragazzo minorenne conosciuto sui social.

In primo grado era stata condannata a 7 anni e 3 mesi, per poi essere assolta in appello dalle accuse di pornografia minorile e corruzione di minorenni. Per i giudici di secondo grado Daniela Casulli non avrebbe in alcun modo contribuito alla diffusione di quei filmati. Video dai contenuti sessualmente espliciti, ma realizzati – si legge in sentenza – in un contesto privato destinato a rimanere tale.