Affitti brevi, evasioni lunghe. Nel mirino della Finanza di Bari finiscono decine di strutture che, tra pagamenti in contanti e cancellazioni "amichevoli" da Booking, hanno costruito un impero sommerso da quasi 10 milioni di euro. Il risultato: 31 lavoratori in nero, due operatori che dichiaravano un euro all'anno e un fisco beffato per 2,6 milioni tra imposte e Iva
La capillare attività di controllo proseguita dai Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Bari nell’Area Metropolitana nei confronti delle strutture ricettive presenti ha consentito, nel corso del 2025, di individuare operatori irregolari, abusivi, inadempienti alle prescrizioni della disciplina regionale ma, soprattutto, non in regola dal punto di vista fiscale.
Nel complesso, sono stati eseguiti 60 interventi nei confronti di altrettante strutture ricettive, che hanno consentito di riscontrare l’omessa dichiarazione di ricavi/redditi, poi segnalati all’Agenzia delle Entrate per il recupero a tassazione, per circa 9,4 milioni di euro, con un’imposta evasa di oltre 1,2 milioni di euro, nonché violazioni all’IVA per 1,4 milioni di euro.
Nel dettaglio, nel corso del 2025, sono stati eseguiti 60 interventi, all’esito dei quali sono state scoperte 12 strutture “abusive”, per le quali è stata riscontrata l’assenza di qualsivoglia comunicazione obbligatoria, con esercizio abusivo dell’attività di “affittacamere”. In altri casi è stato accertato come l’attività ricettiva non fosse a gestione familiare ma avesse assunto le caratteristiche e modalità tipiche di una vera e propria attività imprenditoriale, come tale obbligata al rispetto di un quadro normativo più gravoso, anche sotto l’aspetto dell’imposizione fiscale.
Tra gli interventi, emergono attività condotte dal Nucleo Operativo Metropolitano di Bari e dalla Compagnia di Monopoli che hanno individuato, tra le altre, due strutture completamente sconosciute al fisco che hanno sottratto all’imposizione ricavi per oltre un milione di euro e in un caso sono stati individuati 31 lavoratori in nero, di cui 4 percettori di misure economiche a sostegno del reddito (reddito di cittadinanza e supporto alla formazione lavoro). In alcuni casi è stato accertato che gli esercenti si attivavano con i clienti per procedere alla cancellazione delle prenotazioni dalle piattaforme O.T.A. (Online Travel Agency, es. Booking) così che non potessero essere tracciate” e segnalate alle Autorità fiscali come previsto dalla normativa fiscale di riferimento, anche di matrice unionale, per poi concludere le transazioni privatamente con i clienti, ai quali il servizio veniva fornito con esplicita richiesta di pagamento in contanti e con l’esposizione di cartelli che invitavano a provvedere al pagamento “preferibilmente in contanti”. Sono state riscontrate anche strutture completamente abusive e con accatastamento A6 quale fabbricato rurale o C6 immobili accatastati quali autorimesse.
Altre violazioni di carattere amministrativo sono state contestate a molte delle strutture ricettive controllate: in particolare, sono emerse l’omessa esposizione, ben visibile all’esterno, della relativa targhetta identificativa della tipologia e del codice alloggio e del tariffario aggiornato nonché ulteriori violazioni alle disposizioni regionali, contravvenendo in alcuni casi all’obbligo di procedere all’identificazione degli ospiti a cui ha fatto seguito la segnalazione per violazione dell’art. 109 del TULPS.
Nelle scorse settimane sono stati scoperti ulteriori operatori economici fiscalmente non in regola, tra cui un soggetto operante nel capoluogo, che aveva sottratto a tassazione oltre un milione di euro, ed un ulteriore operatore, attivo in una località costiera del sud-est barese, che aveva omesso di dichiarare ricavi per oltre 400 mila euro, indicando nel Modello Unico SC l’importo simbolico di un euro.