Duemilacinquecento euro prestati, ventimila da restituire. Un tasso da strozzinaggio e la minaccia, sempre presente, del ricorso a "persone vicine alla criminalità". A Mesagne, la Polizia ha arrestato un 54enne già noto per mafia, accusato di aver ridotto in ginocchio le sue vittime con un'usura feroce, aggravata dal timore del clan. I soldi andavano lasciati nella cassetta delle lettere, come un pegno da dimenticare.
Tassi usurai fino al 190% rispetto al prestito iniziale e minacce di ritorsioni alle vittime prospettando, in caso di ritardo di pagamento, l'intervento di esponenti della criminalità organizzata.
Sono queste le ipotesi investigative a carico di un 54enne arrestato nelle scorse ore a Mesagne sulla base di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Lecce, su richiesta della Dda. L'uomo è stato arrestato con l'accusa di concorso in usura aggravata dal metodo mafioso. Già in passato il 54enne era stato condannato per associazione mafiosa. Secondo quanto ricostruito dagli agenti del commissariato di Mesagne, l'uomo avrebbe preteso a fronte di un prestito di 2.500 euro, interessi usurai per oltre 20.000 euro; in un altro caso per un prestito di 3.000 euro, la vittima è stata costretta a restituirne 24.000. Dalle indagini è emerso che le modalità di riscossione prevedevano il versamento mensile degli interessi (circa 400 euro che potevano diventare 600 quando la vittima non riusciva a consegnarli interamente ad inizio mese) mediante la consegna di contanti nella cassetta delle lettere dell'abitazione dell'arrestato. A garanzia del debito, le vittime - hanno accertato gli investigatori - erano costrette a consegnare cambiali firmate in bianco. I titoli sono stati scoperti e sequestrati successivamente dai poliziotti durante alcune perquisizioni. Il 54enne intimidiva le vittime facendo riferimento - secondo l'accusa - a ulteriori persone nel prestito coinvolte legate a contesti mafiosi.