Non è un boss, ma uno studente. Eppure il Questore ha usato contro di lui le stesse armi previste per combattere la mafia. Perché minacciare di morte un insegnante, dopo una lunga scia di violenze e atti di bullismo, non è solo un problema scolastico: è un campanello d'allarme sociale che lo Stato ha deciso di non ignorare.
Bari - - Il Questore di Bari Annino Gargano ha emesso un avviso orale a cambiare condotta di vita nei confronti di uno studente, ai sensi delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione.
Il provvedimento, adottato all’esito di un’approfondita attività istruttoria della Divisione Anticrimine della Questura di Bari, si inserisce in un più ampio quadro di attenzione al mondo della scuola.
In particolare, il destinatario minorenne è stato protagonista di comportamenti connotati da profili di pericolosità sociale; nel corso dell’ultimo biennio, ha manifestato reiterati atteggiamenti di non rispetto delle regole e aggressività all’interno di un istituto scolastico barese, collezionando numerose note disciplinari per violazioni del regolamento d’istituto, uso improprio del telefono cellulare durante le lezioni, linguaggio offensivo nei confronti dei docenti e atteggiamenti violenti verso altri studenti, sino a giungere recentemente a minacciare di morte un insegnante. Del provvedimento è stata informata la famiglia.