Due processi, due sentenze, un unico verdetto: l'ambiente non è un deposito. Il Tribunale di Trani dice basta allo scempio e confisca 550mila euro a chi ha trasformato terreni e capannoni in discariche fuori controllo. Dalla percolazione nel suolo ai cumuli di vetro alti come palazzi, la legge torna a fare il suo corso.
Il Tribunale di Trani, con due sentenze irrevocabili, ha applicato, su proposta della Procura, la confisca di 550 mila euro per gestione illecita di rifiuti, nei confronti di due società della provincia.
I provvedimenti hanno riguardato disponibilità finanziarie già in sequestro e versate al Fondo Unico Giustizia, nell’ambito di due distinti procedimenti, nel 2023 e nel 2024. Nella prima operazione, le indagini avviate nel settembre 2021, assieme al Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale dei Carabinieri di Bari, e coordinate dalla Procura di Trani, si erano concentrate su un’impresa di Barletta operante nel settore del recupero per il riciclaggio dei rifiuti solidi e biomasse, che aveva gestito rifiuti da materiali inerti provenienti da demolizioni in quantità ben 22 volte superiori rispetto al limite stoccabile autorizzato di 1.000 tonnellate; così realizzando una discarica abusiva su un’area di 40mila metri quadri, ben 5 volte quella autorizzata, e l’occupazione illecita di diversi suoli, tra cui due demaniali del Comune di Barletta, nonché sfruttando aree prive di pavimentazione impermeabilizzata con conseguente percolamento nel sottosuolo delle acque meteoriche di dilavamento dei rifiuti.
Al termine delle indagini, il gip di Trani aveva disposto nell’aprile 2023: il sequestro preventivo dell’intero compendio aziendale e quello per equivalente, finalizzato alla confisca, quantificato per il triennio 2019-2021 in 534 mila euro, sia per la società, per l’illecito amministrativo dipendente da reato, sia per il suo legale rappresentante.
Nella seconda operazione di polizia giudiziaria del febbraio 2024, coordinata dalla Procura di Trani, le indagini si erano concentrate su un’impresa di Trani operante nel settore della raccolta e lavorazione vetro e rottami di vetro che aveva realizzato una discarica abusiva. In particolare, gli accertamenti del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Barletta avevano consentito di scoprire che l’azienda aveva gestito la raccolta e la frantumazione, ma non il recupero, di rottami vetrosi, peraltro impuri, in quantità doppia rispetto al titolo autorizzativo di 6.650 tonnellate. Tanto che l’accumulo dei rifiuti era stato costantemente alimentato ed incrementato fino a raggiungere altezze di circa 8,5 metri, ben superiori al limite dei 3 metri di sicurezza, con il potenziale rischio di cedimento franoso sulla adiacente linea ferroviaria. Il gip di Trani aveva quindi disposto nel luglio 2024: il sequestro preventivo dell’intero compendio aziendale e 1,26 milioni di euro, sia per la società, sia per il suo legale rappresentante.
Le confische di oggi, notificate dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Barletta, giungono al termine di percorsi processuali conclusi con l’applicazione da parte del Tribunale di Trani di una pena applicata, su accordo tra le parti, per l’ipotesi di gestione non autorizzata di rifiuti, contestata dalla Procura a carico di uno degli imprenditori. È in fase di definizione la posizione dell’amministratore della società coinvolta nella prima indagine.
Il Tribunale di Trani ha inoltre disposto le confische delle somme di denaro già sequestrate, quale profitto da reato, nel corso delle indagini e versate al Fondo Unico Giustizia, per 550 mila euro, e una sanzione per un totale di circa 43.000 euro.