Dopo 18 mesi di silenzio giudiziario, la Procura nomina i primi indagati. Per i magistrati, la morte della giovane non fu un tragico caso, ma la conseguenza di precise mancanze nella cura di un impianto pericoloso.

clelia ditanoFasano - Un anno e mezzo dopo la morte di Clelia Ditano,  la 25enne di Fasano che morì precipitando nel vano ascensore della palazzina in cui abitava con i suoi genitori.

La Procura di Brindisi ha iscritto quattro persone nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio colposo: l’amministratore di condominio, il rappresentante legale, il responsabile tecnico e un dipendente della ditta che ha curato la manutenzione dell’impianto.

Clelia perse la vita nella notte tra il 30 giugno e il 1 luglio 2024, probabilmente per incuria nella manutenzione, che sarebbe stata eseguita in maniera superficiale. Per l'accusa non sarebbero state effettuate le necessarie riparazioni, non sarebbe stato messo in sicurezza l’ascensore, ma soprattutto non sarebbe stato impedito ’uso dello stesso a fronte dell’accertata difettosità e consapevoli del pericolo per l’incolumità dei condomini.