Un groviglio di faide, un passaggio di clan, una vendetta personale e una vittima innocente: dopo 22 anni, le confessioni dei pentiti svelano il puzzle che portò alla morte del giovane Danilo Abiuso.

omicidio valenzanoBari - Risolto dopo 22 anni l'omicidio del 22enne Danilo Abiuso, ucciso a Valenzano l 14 novembre 2003.  I carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Bari hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Bari, al 43enne Luigi Guglielmi e al 40enne Giovanni Partipilo, ritenuti gli autori dell'omicidio, in concorso con il 40enne Francesco Luigi Frasca, per il quale la giudice non ha ritenuto ci fossero esigenze cautelari.

L'omicidio, è stato ricostruito dalla Dda di Bari, sarebbe maturato nell'ambito di una lotta fra clan rivali, i Di Cosola e gli Strisciuglio, ma incrocerebbe vendette personali per questioni passionali e le fibrillazioni interne ai gruppi criminali. Nel mezzo anche l'omicidio del 15enne Gaetano Marchitelli, vittima innocente di mafia. Abiuso, vicino al clan Strisciuglio, in quei giorni aveva paura dei Di Cosola e per questo evitava di passare in zone a rischio.  Tre anni prima, il 21 settembre 2000, Abiuso avrebbe fatto parte del commando ritenuto autore del ferimento all'addome di Luigi Guglielmi, all'epoca del clan Strisciuglio. Alla base del gesto ci sarebbe stato l'interesse di uno dei componenti del commando per la moglie di Guglielmi. Qualche anno più tardi, il 2 ottobre 2003, fu ucciso a Carbonara Marchitelli, colpito per errore da un proiettile vagante (tra gli assassini c'erano Partipilo e Frasca). Il giorno dopo la sorella 16enne di Guglielmi fu brutalmente picchiata da un esponente del clan Strisciuglio per aver fatto da basista per un agguato al gruppo malavitoso. A seguito di questo episodio, Guglielmi decise di passare con i Di Cosola, con cui aveva legami familiari, e di vendicare anche l'agguato subito tre anni prima. Fondamentali, per la risoluzione del caso, le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Quella sera, dopo aver lasciato la fidanzata in una palestra di Triggiano, andò a bordo della sua Golf a Valenzano, ignorando di essere seguito dai 3 con una Fiat Uno. Parcheggiò, iniziò una telefonata e pochi minuti dopo fu ferito mortalmente da almeno otto colpi esplosi da una pistola calibro 22. Per la Dda Guglielmi era il mandante ma anche esecutore assieme a Partipilo e Frasca. Ai primi due l'ordinanza cautelare è stata notificata in carcere. L'accusa, per tutti, è di omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso, dalla premeditazione e dalla minorata difesa della vittima.