Il provvedimento d'urgenza del procuratore Rossi colpisce due indagati. Le indagini partono dalla frode ai bonus edilizi e seguono il percorso del denaro sporco fino all'estero (Regno Unito, Germania, Botswana) e al rientro per acquisto di un immobile intestato alla moglie.

sequestro 70 milioni bariBari - In esecuzione a Bari un sequestro preventivo d’urgenza finalizzato alla confisca, firmato dal procuratore di Bari Roberto Rossi, per 70 milioni di euro, quale profitto del reato di riciclaggio, a carico di due indagati. Le indagini, condotte dai finanzieri del Pef di Bari, riguarda quattro unità immobiliari, tre terreni, cinque compendi aziendali, quote societarie, diversi rapporti bancari e polizze assicurative.

Il provvedimento si fonda sugli esiti di investigazioni economico-patrimoniali, partite dalla  ricostruzione sulla destinazione che hanno avuto i proventi illeciti intascati con la  frode ai bonus edilizi, riconducibile al professionista Alessandro Trerotoli, oggetto di indagini nell’ambito di altro procedimento penale definito, nell’aprile 2023, con sentenza di patteggiamento.
L’attenzione investigativa si è poi concentrata sull’operatività di un barese che avrebbe ostacolato l’identificazione della provenienza illecita di alcune somme, trasferendole all’estero per il tramite alcune società di diritto britannico e tedesco a lui riconducibili; successivamente, dopo numerosi passaggi mediante operazioni che hanno coinvolto diversi Stati (Regno Unito, Germania e Botswana), fatto rientrare in Italia 70 mila euro attraverso accreditamenti sui suoi conti personali. Avrebbe utilizzato, infine, parte di tali risorse per l’acquisto di un immobile, intestandolo fittiziamente alla moglie, anche lei indagata.
L'analisi di compravendite, locazioni, costituzioni di società, cessioni di quote societarie, movimentazioni finanziarie atte a dissimulare le operazioni di riciclaggio e reinvestimento dei capitali illecitamente accumulati nel tempo, hanno inoltre consentito di appurare come la capacità reddituale lecita dell’indagato e dei suoi familiari non fosse tale da giustificare, complessivamente, l’accrescimento patrimoniale.