Incontro all'Arcivescovado con il Colonnello Marinucci, la Procuratrice Pontassuglia e l'Arcivescovo Miniero. Illustrate le tecniche usate dai malviventi: dal finto maresciallo al falso nipote. La regola d'oro: chiamare subito il 112. Taranto -- Sensibilizzare e informare per arginare il fenomeno delle truffe ai danni di anziani e persone fragili. Con questo obiettivo carabinieri e Procura di Taranto hanno promosso l'incontro 'Fermiamo insieme le truffe', ospitato nella sede dell'Arcivescovado alla presenza del colonnello Antonio Marinucci, comandante provinciale dell'Arma, della procuratrice capo Eugenia Pontassuglia e dell'arcivescovo Ciro Miniero. "I responsabili di questi raggiri sono abilissimi ed è necessario offrire la giusta tutela e la giusta informazione per prevenire la commissione di questi reati ed evitare di rimanerne coinvolti", ha evidenziato Pontassuglia, sottolineando l'importanza della prevenzione accanto all'azione repressiva. Marinucci ha richiamato l'attenzione sui comportamenti da adottare: "Nessun appartenente alle forze dell'ordine chiede denaro. Non dare alcuna informazione personale e contattare subito il 112 o un familiare può evitare conseguenze gravi. Il danno non è solo economico, ma anche psicologico". Miniero ha rimarcato il valore sociale dell'iniziativa: "Stare vicino agli anziani significa informarli e rafforzarli, affinché possano vivere con maggiore serenità". Nel corso dell'incontro sono state illustrate le principali tipologie di truffa: falso maresciallo, finto nipote, finti operatori di servizi, raggiri online e truffe sentimentali. Tecniche spesso ricorrenti che fanno leva su paura e fiducia, trasformandole in strumenti di manipolazione.
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