La Procura di Bari deposita nuovi elementi: i colloqui nella sede Pegaso tra il fondatore di "Sud al Centro" e l'ex manager sanitario. Emergono anche i messaggi WhatsApp con l'ex sindaco Donatelli che cercava l'incontro con Emiliano.
Bari - Due incontri tra l'ex dirigente della Asl Bari, Nicola Sansolini arrestato a novembre scorso e tuttora ai domiciliari e il fondatore di 'Sud al Centro', Sandro Cataldo, sono tra le nuove accuse depositate dalla procura agli atti del processo contro Cataldo, sua moglie l'ex assessora Anita Maurodinoia, l'ex sindaco di Triggiano Antonio Donatelli e altre 14 persone accusate a vario titolo di corruzione elettorale in occasione delle competizioni di Triggiano e Grumo Appula, nonché delle regionali, negli anni tra 2020 e 2021.
Secondo quanto riportato in un interrogatorio di luglio scorso, dinanzi al procuratore aggiunto Ciro Angelillis e alla pm Savina Toscani, Sansolini ha raccontato di essere stato accompagnato nell'allora sede della Pegaso, alla zona industriale di Bari, dove si trovava Cataldo, da un imprenditore amico (finito anche lui nella bufera degli appalti Asl), Giovanni Crisanti. "Mi disse che mi doveva presentare una persona", ha spiegato alla Procura. Il primo incontro, avvenuto poco prima che Cataldo fosse arrestato ai domiciliari (nell'aprile 2024), sarebbe servito per sponsorizzare un'azienda romana che aveva presentato ricorso contro l'esclusione da un appalto per apparecchiature elettromedicali nella Asl. Mesi dopo il secondo incontro, alla vigilia dell'arresto di Sansolini, durante il quale si parlò di una seconda ditta, i cui referenti erano presenti, e delle indagini su Sansolini stesso di cui, pare, Cataldo fosse a conoscenza. L'interrogatorio è finito negli atti del processo, in fase di udienza preliminare, assieme ai messaggi whatsapp scambiati nel 2021 tra Cataldo e Donatelli per l'avvio della campagna elettorale, nei quali si fanno molti nomi di politici. Tra gli altri, si evince il desiderio di Donatelli di incontrare il Governatore Emiliano.