I due amministratori erano ai domiciliari per un’inchiesta su appalti truccati. L’accusa ipotizza corruzione, frode, truffa e associazione a delinquere tra il 2016 e il 2022.

sindaco di maglieMaglie - Lasciano gli arresti domiciliari ma dovranno rispettare l'obbligo di firma il sindaco di Maglie, Ernesto Toma, e il suo vice Marco Sticchi, tre mesi dopo essere finiti al centro di un'inchiesta della Procura di Lecce su appalti truccati in cambio di favori.

Il gip Stefano Sala, su richiesta degli  avvocati Luciano Ancora, Roberto Eustachio Sisto (per il primo) e  Andrea Sambati  (per il secondo)  con il parere positivo del pm, ha revocato la misura sostituendola con l'obbligo di firma. L'inchiesta  ipotizza, a vario titolo i reati di corruzione (anche elettorale), falso, turbativa d’asta, frode in pubbliche forniture, truffa ai danni della Regione, dello Stato e della Ue, e associazione a delinquere. Per sei anni, tra il 2016 e il 2022, secondo l'accusa sindaci e assessori avrebbero ottenuto favori e regali in cambio dell’aggiudicazione di appalti a due imprenditori, in particolare a Marco Castrignanò.