Il neonato è morto per assideramento. Il sistema di allarme non ha funzionato
Bari - Restano indagati per omicidio colposo e potrebbero finire a processo il parroco della chiesa di San Giovanni Battista a Bari, don Antonio Ruccia, e il tecnico Vincenzo Nanocchio di Bitonto per la morte del neonato trovato casualmente ore dopo il decesso per assideramento nella culla per la vita istituita oltre 10 anni fa nei pressi della parrocchia.
La Procura di Bari ha notificato loro l'avviso di conclusione delle indagini, al termine delle consulenze eseguite sul meccanismo che avrebbe dovuto salvare il piccolo, ma che nella notte tra il 1 e il 2 gennaio scorso non aveva funzionato: le perizie disposte dal procuratore aggiunto del tribunale di Bari, Ciro Angelillis e dalla pm Angela Morea avrebbero certificato che il sistema alla base della "culla per la vita" in realtà sarebbe inadeguato.
E sarebbe stato realizzato utilizzando un 'tappetino' acquistabile anche su Amazon e solitamente usato sotto lo zerbino di casa come antifurto, che reagisce alla pressione di un peso (un piede o in questo caso un neonato), collegato a un circuito elettrico e poi a un commutatore che avrebbe dovuto fare squillare il telefono del parroco. Ma quella notte non ha funzionato, e il corpicino era stato ritrovato casualmente dal titolare di un'agenzia funebre il 2 gennaio, entrato nella stanzetta solo per mostrarla ai suoi colleghi. Il bimbo, avrebbe accertato l'autopsia eseguita dall'istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari, sarebbe deceduto per ipotermia.