Il piccolo Checco è deceduto dopo una caduta in bici con il padre. La Procura di Trani apre un’inchiesta: atto dovuto per fare chiarezza
Barletta - Un drammatico incidente e l'iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Trani, con l'ipotesi di reato di omicidio colposo un atto dovuto.
Sono queste le ultime risultanze della tragedia che ha colpito una famiglia di Barletta con la morte del piccolo Checco, un bambino di 4 anni, deceduto per aver battuto la testa mentre si trovava sulla bici a pedalata assistita di suo padre.
L'uomo, che ora deve anche rispondere dell'accusa di averne causato la morte per 'negligenza, imprudenza, imperizia' (come recita il codice penale), aveva trascorso il pomeriggio di lunedì a giocare con suo figlio, avevano persino suonato insieme la batteria, per poi fare un giro dinanzi all'abitazione di via Lattanzio 9, nella zona 167, prima di scendere in garage sulla rampa ripida. Sarebbe stato allora che il papà avrebbe perso l'equilibrio cadendo, assieme a suo figlio che avrebbe battuto la testa, riportando una grave commozione cerebrale. L'uomo lo avrebbe immediatamente portato fuori urlando la sua richiesta di aiuto, e grazie all'aiuto di due donne che passavano con l'auto, sono corsi all'ospedale Dimiccoli di Barletta, dove lavora la mamma del piccolo, ma i medici non hanno potuto fare nulla per salvarlo. Il clamore della notizia ha ulteriormente sconvolto la famiglia che ha anche un'altra figlia e ora chiede silenzio, di non infierire su quel padre distrutto e che dovrà anche rispondere di quei momenti alla giustizia. Gli inquirenti, infatti, stanno valutando se il piccolo Checco indossasse o meno il caschetto di protezione.