Recuperato e riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale, il vitigno sarà protagonista di un convegno il 9 maggio con la partecipazione dell’Istituto di Conegliano

vitignoCanosa – Si chiama Terrizuolo, ed è un antico vitigno autoctono che si è sviluppato nel territorio di Canosa, intimamente legato alla sua storia, al suo clima e alla sua cultura. Rappresenta una biodiversità unica, tramandata di generazione in generazione dai viticoltori locali fino a quando la tradizione del Terrizuolo è sttaa quasi del tutto dimenticata.

I vitigni autoctoni sono il simbolo di un legame indissolubile tra uomo e ambiente, capace di creare vini con caratteristiche distintive che non si possono replicare altrove.

Il vitigno di Terrizuolo  è stato piantato nel terreno dell’istituto superiore Einaudi, scuola che assieme al Comune ha portato avanti il progetto di recupero e l’inserimento nel lungo e prestigioso elenco dei tra i Pat, prodotti agroalimentari tipici.  Negli annali della viticoltura e della enologia il Terrizuolo viene raccontato fin dal 1873, quando il piemontese Gian Battista Cercelli li descrisse mentre visitava i vigneti di Canosa di Puglia.

Il processo di innesto delle barbatelle provenienti dall’ultima spalliera di Terrizuolo è stato «meticoloso» fanno sapere del Comune di Canosa evidenziando che il progetto promosso con la scuola «ha non solo garantito la tutela di un patrimonio agricolo e storico, ma ha anche dato l’opportunità ai cittadini di Canosa di poter piantare il vitigno nei propri terreni, contribuendo così alla preservazione di una risorsa culturale e agricola di grande rilevanza». Il recupero del vitigno è iniziato l’anno scorso e ora con un convegno, che si terrà il prossimo 9 maggio, ne celebra i risultati. Fondamentale è stato il lavoro di ricerca storica che ha permesso al Terrizuolo di ottenere il riconoscimento ufficiale come Prodotto agroalimentare tradizionale. Al convegno parteciperà anche una delegazione dell’istituto tecnico agrario di Conegliano Veneto (Treviso), istituito nel 1876 da Cerletti e considerato la prima scuola di viticoltura ed enologia in Italia.