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CC: 4 arresti per estorsione, uno è putignanese

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Cronaca

foto_arrestati_terlizzi2TERLIZZI, TENTANO ESTORSIONE AI DANNI DI COMMERCIANTE

4 ARRESTI TRA CELLINO SAN MARCO (BR) E PUTIGNANO (BA).

Hanno preteso soldi da un commerciante di fiori costringendolo insieme alla sua famiglia a vivere nel terrore e per questo sono finiti in manette. Si tratta di un 36enne e di una 30enne di Cellino San Marco, marito e moglie, di un 36enne operaio sempre di Cellino San Marco e del sorvegliato speciale 25enne Michele Fiore di Putignano, arrestati nel fine settimana dai Carabinieri della Tenenza di Terlizzi.
conferenza_terlizzi1I quattro, raggiunti da altrettante ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani, dovranno rispondere di tentata estorsione aggravata in concorso.

I fatti risalgono agli scorsi mesi di settembre e ottobre quando gli stessi, in più occasioni, hanno minacciato e picchiato il commerciante, anche all’interno della sua abitazione e di fronte a moglie, figli e altri congiunti, per costringerlo a sborsare una somma di circa 8000 euro.

La richiesta di denaro avrebbe trovato fondamento in un fantomatico credito vantato dalla donna nei confronti del commerciante, quale parte del capitale di una società poi fallita.

Al rifiuto della vittima di consegnare i soldi, la decisione di organizzare due vere e proprie spedizioni punitive, da Cellino San Marco (BR) e Putignano fino a Terlizzi, per “convincere” il commerciante a ricredersi senza lesinare le minacce e l’uso della violenza. L’uomo, che riportò in entrambi i casi lesioni personali giudicate guaribili in sette giorni, disperato per la condizione di angoscia in cui era costretto a vivere con la sua famiglia, ha deciso di denunciare quanto accaduto ai Carabinieri della locale Tenenza.

A seguito delle indagini svolte, il Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Dr. Fabio Buquicchio, ha chiesto al G.I.P. l’emissione della misura cautelare nei confronti degli indagati.

Nel corso della perquisizione nell’abitazione dell’operaio 36enne è stato sequestrato un panetto di cocaina da 1,6 kg,, materiale per il confezionamento delle dosi e una pistola modificata con tre proiettili nel caricatore.





 
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