Proseguono senza soluzione di continuità, da parte delle Fiamme Gialle della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Bari, i controlli in materia di polizia marittima, a tutela della salute del consumatore e per gli altri fini di polizia economico- finanziaria.
I Militari della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Bari, infatti, hanno portato a compimento, in pochi giorni, una serie di attività in mare e lungo la fascia costiera della provincia di Bari.
Nell’ambito dei servizi svolti dalle Unità Navali del Corpo, le Fiamme Gialle di mare, hanno sorpreso nelle acque antistanti il porto di Barletta, il Comandante di un peschereccio, intento alla pesca a strascico in zona vietata. All’esito delle operazioni effettuate, il Comandante è stato verbalizzato, mentre la rete utilizzata è stata posta sotto sequestro.
Le reti da strascico possono essere potenzialmente non selettive, catturando sia pesci di importanza commerciale, sia pesci che non hanno alcun mercato; sia pesci di taglia legale, sia di taglia illegale. Da ciò i limiti di fondale e distanza dalla costa sanciti dalla legge, a tutela dell’ecosistema marino.
Ulteriori controlli svolti dai militari della Stazione Navale di Bari, hanno consentito di sorprendere nr.4(quattro) diportisti in navigazione, però sprovvisti delle previste dotazioni di sicurezza.
Le stesse dotazioni sono tassativamente previste con decreto ministeriale; la loro mancanza è invece sanzionata dal testo unico sulla nautica da diporto, che prevede l’applicazione di rilevanti sanzioni amministrative.
Inoltre le capillari attività svolte a mare dai mezzi navali del Corpo, hanno portato ad individuare ed verbalizzare, nelle acque antistanti il porto di Molfetta ed al largo di Santo Spirito, nr. 3(tre) sommozzatori che, intenti in attività subacquee, non utilizzavano il previsto obbligatorio segnale galleggiante, con notevole pericolo per la propria incolumità, ed in barba alle minime prescrizioni di sicurezza vigenti.
Infine ulteriori controlli effettuati hanno consentito di identificare un diportista che sostava con il proprio natante davanti all’imboccatura del porto di Bari; lo stesso è stato verbalizzato ed invitato contestualmente a lasciare la zona di mare interessata al fine di evitare il verificarsi di possibili situazioni di pericolo.
Con l’impiego di pattuglie nella fascia costiera, invece, è stata portata a termine una serie di serrati controlli ai commercianti di prodotti ittici, rilevando, presso una delle attività sottoposte ad accertamento, l’immissione in commercio di molluschi privi delle obbligatorie attestazioni sanitarie e di ogni altro documento che ne certificasse la provenienza, in violazione alla normativa sulla tracciabilità dei prodotti alimentari, che garantiscono il consumatore sulla salubrità degli stessi. Inevitabile l’ingente sequestro di frutti di mare che contestualmente sono stati restituiti all’ambiente marino in quanto ancora vivi e vitali.
La mancanza di attestazioni sanitarie e di documenti sulla tracciabilità, consente di alimentare il mercato illegale dei frutti di mare, pescati da soggetti non autorizzati o acquistati all’estero, e quindi di dubbia provenienza e salubrità; infatti, lo stesso prodotto ittico viene venduto a “nero” ed anche a prezzi più contenuti ledendo i principi base della libera concorrenza a discapito degli operatori commerciali onesti, eludendo conseguentemente le norme fiscali.
All’esito delle attività complessivamente espletate sono stati posto sotto sequestro kg. 650 (seicentocinquanta) di frutti di mare.
Continueranno anche nei prossimi giorni, intensificandosi, i controlli della Stazione Navale di Bari per la tutela dell’ambiente marino, del patrimonio ittico, a difesa della salute dei consumatori, per i fini istituzionali di polizia economico-finanziaria.