Nel tardo pomeriggio di ieri, nell'aula consiliare del Comune di Conversano, Giuseppe Lovascio è stato ufficialmente proclamato sindaco per la quarta volta. A consegnargli la fascia tricolore, su sua richiesta, sono stati i genitori, in un gesto che ha infranto il protocollo e commosso i presenti.

Lovascio Sindaco Conversano maggio 20026Conversano - Un momento di forte emozione ha segnato il tardo pomeriggio di oggi, 29 maggio, nell'aula consiliare del Comune di Conversano. Giuseppe Lovascio è stato ufficialmente proclamato sindaco per la quarta volta. A pronunciare la proclamazione è stato il dottor Luca Sforza, presidente dell'Ufficio Centrale Elettorale.

Ma il momento più toccante è stato un altro. Lovascio ha chiesto di infrangere il protocollo tradizionale: la fascia tricolore non gli è stata consegnata da un'autorità istituzionale, ma dai suoi genitori. Un gesto dal forte valore affettivo e simbolico, che ha commosso tutti i presenti in sala.

«Oggi è 29 maggio e non 23 gennaio»

Subito dopo aver ricevuto la fascia, il sindaco ha rivolto un breve ma intenso discorso alla città. Ha iniziato con un riferimento alla caduta della precedente amministrazione, avvenuta lo scorso 23 gennaio: «Oggi è 29 maggio e non 23 gennaio, ed è un altro giorno, per me e per chi mi ha dato fiducia, e sono in 8.298. Dovrei ringraziarli uno per uno, così come ringrazio anche tutti coloro che si sono messi in gioco. Io spero che questo sia un bel giorno, per tutti».

Lovascio ha poi espresso gratitudine verso il commissario straordinario Angelo Caccavone, che ha retto il Comune nei mesi successivi alle dimissioni, e ha ribadito l'impegno che intende portare avanti: «Ci metterò forza, determinazione e spirito di sacrificio, che ci hanno sempre caratterizzato e che la città ci ha riconosciuto».

«I più bisognosi saranno i primi destinatari delle nostre attenzioni»

Il sindaco ha voluto ricordare le persone più fragili: «Il mio saluto va a quelle persone che hanno aspettative, che hanno bisogno: saranno i primi destinatari delle nostre attenzioni». Indossare la fascia, ha sottolineato, «è qualcosa di magico e straordinariamente importante, ma comporta anche tante responsabilità. Significa avere il dovere di fare il meglio per una comunità, servirla facendo in modo che ci siano serenità, pace e convivenza felice».

Un appello alla collaborazione e un segno del destino

Lovascio ha poi rivolto un appello alla cittadinanza: «Spero che ognuno ci metta del proprio: sarebbe bello avere una città nella quale in tanti collaborano con l'amministrazione. Spero in un atteggiamento sincero da parte della popolazione. Abbiamo sempre provato a rispettare gli impegni, ma forse questa è la volta (e per me è l'ultima) in cui tengo più delle altre ad avere sostegno, amicizia e collaborazione».

Con evidente emozione, il primo cittadino ha definito questa proclamazione «la più grande soddisfazione della mia esistenza dopo la nascita dei miei figli», ricordando come la partecipazione della comunità sia stata costante, sia nei momenti di consenso che in quelli di critica: «Quel 23 gennaio la sala era piena, così come oggi. Spero di vedere sempre tanta gente partecipe alle cose della nostra città: significherebbe partecipazione democratica».

Una nota di colore ha accompagnato l'inizio del suo intervento: la banda musicale, che stava girando per le vie della città per l'avvio della festa patronale, ha iniziato a suonare proprio mentre il sindaco prendeva la parola. «Un segno del destino», ha sorriso Lovascio.